Anche ad Austin gli ufficiali di gara si sono dati da fare, sia prima che dopo il Gran Premio F1 (e pure durante) tanto che pensiamo sia il caso di ricordare tutte le varie penalità e sanzioni comminate per l’occasione, a chi avesse un po’ perso il filo in merito. Già prima dell’inizio delle prove era noto che Sebastian Vettel sarebbe stato condannato a partire dalla pit-lane, per via della completa sostituzione della power unit Renault. Poi nel corso delle prove stesse si sono accumulate le sanzioni a Jenson Button e a Daniil Kvyat: l’inglese per la sostituzione del cambio alla sua McLaren è stato retrocesso di 5 posizioni in griglia, da 7° a 12°; invece il russo di posti ne avrebbe persi 10 per l’utilizzo del sesto motore (la sola unità termica “ICE”) ma essendosi qualificato 14° non è stato retrocesso più che 17°, vista la presenza di sole 18 vetture e lo start di Vettel dai box. Poi in gara sono fioccati gli stop&go di 5 secondi per piloti risultati troppo veloci al momento dell’ingresso in pista della safety car, conseguenza dell’incidente che ha visto fermarsi Perez e Sutil. Sotto inchiesta ma non sanzionato per questo Button, mentre non è andata altrettanto bene a Maldonado, Gutierrez e Vergne. Invece un altro episodio indagato, un cosiddetto “unsafe release” che ha visto coinvolti ai box Magnussen e Gutierrez in occasione del primo pit-stop, non ha avuto conseguenze punitive. In seguito Maldonado è incappato in un altro stop&go di 5 secondi, per eccesso di velocità in pit-lane in occasione dell’ultimo cambio gomme. Di conseguenza l’ha scontato non durante un pit-stop, bensì come aggiunta al tempo gara finale: sanzione che l’ha momentaneamente fatto retrocedere dal 9° posto sul traguardo al 10° nella prima classifica di fine corsa. Sanzionati dopo il termine della gara anche Sergio Perez e Jean-Eric Vergne. Il messicano è stato ritenuto colpevole di “reckless collision” con Adrian Sutil e per questo condannato a perdere 7 posizioni in griglia al prossimo GP (quello del Brasile) oltre a 2 punti di penalità sulla licenza. Lascia un po’ perplessi che nel dispositivo della sanzione non sia citato Kimi Raikkonen: infatti Perez aveva superato in modo abbastanza pulito Sutil, alla curva 16, arrivando però “lungo” sul finlandese che era appena davanti, tamponandolo. Solo successivamente, con musetto e ala disfatti (e forse la sospensione già danneggiata) ha perso il controllo della sua Force India coinvolgendo senza volerlo e senza più poter far nulla la Sauber. Ma tant’è, il risultato finale non cambia. Nel caso di JEV si parla invece di uno degli episodi più interessanti e controversi della gara statunitense, vale a dire la staccatona alla prima curva che al 51° giro ha sorpreso Romain Grosjean in quel momento all’attacco di Button. L’attacco è stato così rapido che il pilota Lotus se n’è accorto quando ormai stava chiudendo la curva, e così il contatto è stato inevitabile, pur se abbastanza lieve da permettere ad entrambi di proseguire (con qualche danno alla monoposto di Grosjean, che ha perso diverse posizioni). Dall’altro lato va riportato che Vergne al momento del contatto non era solo pari, ma un po’ più avanti, e aveva tenuto la corda senza allargare né bloccare, anche se un poco in scivolata. In ogni caso i commissari hanno deciso, a gara conclusa, che la responsabilità del contatto messo sotto inchiesta fosse sua, comminandogli 5 secondi di penalità e 1 punto sulla licenza. In questo modo si sono nuovamente invertite le posizioni ufficiali di classifica fra Vergne e Maldonado, tornati 10° e 9° come al traguardo, dopo il sorpasso del venezuelano all’ultimo giro. Maurizio Voltini