Dal nostro inviato a Interlagos (Brasile): Alberto Antonini Già dopo la prima sessione di prove libere a Interlagos, i piloti hanno preso parte a un altro test con la “virtual safety car”, ovvero la procedura che simula l’intervento in pista della vettura dei commissari, senza però che questa sia fisicamente presente. Rispetto alla prima prova di Austin, questa procedura è cambiata, ascoltando le osservazioni dei piloti. In sostanza, sono stati allungati i segmenti in cui è diviso il tracciato. All’interno di questi segmenti, il pilota deve andare almeno una volta in “campo positivo”. Ciò significa che i numeri che vede sul display devono essere preceduti dal segno “+”. Questo sta a indicare che in quel momento la media è superiore a quella minima imposta, quindi regolare. Se, invece, il pilota insiste troppo nel girare sotto questa media, un segnale acustico nel casco lo avvisa che sta infrangendo la regola. La differenza del test di Interlagos è che i segmenti non sono più di 50 metri, ma di 250. In pratica coincidono con le postazioni dei commissari di gara. Questo perché i piloti avevano lamentato la difficoltà di rispettare il tempo imposto in uno spazio così breve.