Non è stato certo un avvio di campionato fortunato, quello di Pastor Maldonado. Dopo quattro gare si trova a fare un bilancio che lo vede sconfitto nel confronto con Romain Grosjean, da due gare consecutivamente a punti. Ma sono tutte colpe da attribuire al pilota venezuelano? A ripercorrere la serie di eventi succedutisi finora, non sembrerebbe. In Australia è stato toccato in curva 2 dalla Sauber di Nasr, finendo contro le barriere al primo giro; nel Gran Premio di Malesia si è ritirato per un problema alla power unit a 6 giri dalla conclusione e in Cina, quelli che sono apparsi in un primo momento come evidenti errori sono stati giustificati dal team con un guasto nell’impianto frenante. Un dritto nella corsia d’ingresso ai box e un testacoda in pista prima di entrare in battaglia con la McLaren di Button ed essere tamponato in fondo al rettilineo di partenza. E in Bahrain? E’ stato l’unico ad azzardare la partenza con gomme medie ma guai tecnici lo hanno praticamente estromesso da ogni ambizione. Non tutti sono così indulgenti, però. Felipe Massa, ad esempio, gli rinfaccia di aver danneggiato il diffusore della Williams a Sakhir, che ha provocato il rallentamento del pilota brasiliano nella seconda metà di gara. Come risponde Pastor a chi lo critica e a quanti l’hanno ribattezzato Crashtor? In maniera diretta ed esplicita: «Ho sempre avuto le pa**e di andare oltre il limite ogni volta. Quando fa un incidente Pastor è una grande notizia, quando lo fanno gli altri non se ne parla». E torna anche sul contatto con Button in Cina: «Normalmente in passato abbiamo visto anche penalità più importanti per questo genere di cose, situazioni simili, specialmente con me coinvolto. Per cercare il limite, devi superarlo: ho vinto tutto in passato, ho vinto in Formula 1 con una macchina non competitiva correndo contro le Ferrari, McLaren e Red Bull. A volte rischi e fai degli errori». Fabiano Polimeni