Ha esordito ad Aragon racimolando appena 2 punti in gara due. Il campionato di Formula Renault 3.5 di Roberto Merhi è destinato a essere l’appuntamento principale del 2015 e le parole del pilota spagnolo lasciano intendere che sul futuro in Manor Marussia non c’è nulla di chiaro e definito al momento. Barcellona e il Gran Premio di Spagna potrebbero essere l’ultima occasione per vederlo in griglia, considerata la successiva concomitanza tra Formula 1 e Formula Renault a Monaco, il 24 maggio. «Non ho idea del futuro oltre il Gran Premio di Spagna. Finora sono stato pilota titolare, vedremo cos’accadrà prossimamente», ha dichiarato a El Confidencial. Se, come appare probabile, si andrà a liberare il sedile in Manor, trovare un pilota pagante disposto a subentrare dietro lauta sponsorizzazione non dovrebbe essere troppo complicato. Sebbene sia stato sondato il terreno, non ci sarebbero margini per un accordo con Giedo Van der Garde, protagonista della vicenda contrattuale che in Australia ha tenuto banco e l’ha visto vincitore contro la Sauber, salvo poi risolvere il caso con un indennizzo economico milionario e in doppia cifra. Il contatto c’è stato, ma per l’olandese le priorità sono altre, come confermato dal suo management: «Siamo consapevoli che la Manor sta cercando un pilota d’esperienza, ci hanno contattato ma non è qualcosa sulla quale stiamo lavorando. Siamo completamente rivolti al 2016, guardiamo al DTM e alle LMP1, visiteremo il DTM in settimana prossima», è riportato da Gpupdate. Tornando all’esperienza di Merhi, non sembra troppo dispiaciuto di abbandonare il suo sedile, a proposito del quale dice: «Ci sono delle differenze nelle monoposto, che hanno alcuni componenti dall’anno scorso e forse sulla mia manca qualcosa rispetto all’altra (quella di Stevens; ndr)». Nel dopogara del Gran Premio del Bahrain, l’inglese è stato protagonista di una caduta di stile sui social network, ripresa dai media spagnoli. Un tweet – cancellato in un secondo momento – evidenziava il distacco di 44” tra le due Manor. Una stagione complicata (e non poteva essere diversamente) per il team salvato in extremis, che portano Merhi a un’analisi chiara: «Al momento ci sono quattro livelli di Formula 1, quattro campionati, con molte differenze tra i motori, il carico aerodinamico, la trazione. Passi così tanto tempo in gara e nelle prove a gestire il volante e le funzioni: è strano, è la Formula 1 ma guidi sempre senza spingere troppo sulle gomme». “Preferisce” il modo di correre della Formula Renault, più aperta a gare d’attacco. Certo, andrebbe anche evidenziato che la Formula 1 di Merhi è quella della Manor, pertanto quando commenta «ha otto marce e molti cavalli in più, ma in curva è praticamente uguale, o anche inferiore», il raffronto viene fatto grossomodo con un team tecnicamente sullo stesso piano di una GP2. Fabiano Polimeni