Tre anni per tornare a vincere, magari trovarsi di nuovo sul tetto del mondo. La sfida di Fernando Alonso deve fare i conti con i problem tecnici da risolvere, ma anche con la carta d’identità, che dirà 37 anni nel 2017. E c’è chi dubita possa riuscire nell’impresa. Jarno Trulli si interroga (legittimamente): «Mi chiedo se potrà vincere un’altra gara o campionato. La McLaren non risolverà i problemi rapidamente e non sarà facile prendere le squadre davanti il prossimo anno». Il Gran Premio di Spagna alle porte darà una prima misura di quale sia la rapidità nello sviluppo e l’efficacia delle soluzioni introdotte sulla MP4-30, ora che deve chiudersi il gap più difficile, con i miglioramenti da misurare decimo dopo decimo. «I team davanti non staranno a guardare, continueranno a lavorare e sviluppare. Sarebbe diverso se ci fosse un grande cambio regolamentare o come ha fatto la Ferrari: hanno capovolto la situazione alla grande, non avrei mai immaginato. La situazione di Fernando non è ideale per vincere, spero di sbagliarmi», riporta la BBC. Più “semplice” rivoluzionare o evolvere passo dopo passo? Ai dubbi di Trullli si contrappongono metodo e politica del passo dopo passo, quelli di casa Honda. Yasuhisa Arai, alla vigilia di Barcellona non perde l’ottimismo: «Giorno dopo giorno registriamo progressi effettivi, sono fiducioso che i nostri sforzi produrranno dei risultati». Anzitutto se lo augura Jenson Button, reduce da un Gran Premio del Bahrain vissuto da spettatore, causa continui guasti alla power unit. «Sono certo saremo in grado di risolvere i problemi, abbiamo lavorato duramente per la prima gara europea e sebbene non abbiamo ancora ottenuto quanto volevamo, siamo stati in grado di migliorare parecchio, come si è visto dalle prestazioni di Alonso in qualifica e gara», dice Arai al Turun Sanomat. Arrivati ai margini della zona punti, ora la partita si giocherà sugli sviluppi, da introdurre a ritmo serrato e con gli avversari che faranno altrettanto. Per la serie, se tutti migliorano, sarà necessario un balzo deciso per recuperare il gap e risalire ancora la classifica, altrimenti sarà un gioco dell’elastico. Qual è oggi l’obiettivo realistico per la McLaren Honda nel mondiale 2015? Immaginare buone gare nelle quali ottenere dei punti sembra un target non irraggiungibile, ma Arai conferma ambiziosi propositi: «Direi che siamo sulla strada che porta alla montagna, seppur non ancora in cima. Il podio è la nostra speranza e ambizione nelle rimanenti 15 gare». Decisamente elevata come aspettativa. Fabiano Polimeni