E’ scelta obbligata, quella di Pirelli per il Gran Premio di Monaco. Gomme soft e supersoft dovranno garantire tutto il grip necessario sull’asfalto liscio, sporco e poco abrasivo di Montecarlo. Non è una novità, anzi, ma quest’anno le supersoft si presentano con la rinnovata carcassa, comune all’intero range Pirelli e funzionale a una migliore distribuzione del calore sulla superficie, nonché una mescola diversa dal 2014, studiata per ridurre i fenomeni di graining e blistering. L’atipicità del tracciato fa sì che si possa contare esclusivamente sul grip meccanico, garantito dalla coperture, in quella che è la pista con la velocità media più bassa dell’intero campionato. Un asfalto liscio e molto sporco, senza una continuità nella gommatura, visto il programma con le libere al giovedì e la giornata del venerdì che prevede la riapertura al traffico veicolare. Anche questa è l’unicità di Montecarlo. «Il GP di Monaco è una di quelle gare che si attendono con emozione: poche parole possono descrivere adeguatamente lo spettacolo. Noi porteremo al debutto in campionato il nostro pneumatico P Zero Red supersoft, quest’anno profondamente rinnovato. Farà coppia con la gomma Yellow soft, come da nostra tradizione nel Principato. A Montecarlo i sorpassi sono tradizionalmente difficili, ma più volte abbiamo visto in passato come la strategia e il degrado degli pneumatici possano favorire i cambiamenti di posizione, e anche i sorpassi in pista. In particolare, sarà cruciale il buon utilizzo della gomma supersoft, che offre un notevole vantaggio cronometrico sul giro», spiega Paul Hembery. C’è ben poco da inventare sul fronte delle strategie, perché il problema principale in gara resta il traffico. Scegliere il momento ideale per l’unica sosta è fondamentale, evitando di rientrare dietro macchine più lente. Il divario tra gomme morbide e supermorbide è atteso intorno a 1”0-1”1 e tra i temi della domenica ci sarà quello della gestione della prima parte di gara, con macchine pesanti e gomme da portare almeno fino al giro 25, scelto lo scorso anno da Rosberg (sfruttando l’ingresso della safety car) per fare l’unica sosta e ripartire sulle soft. Venticinque tornate che “pesano” meno in termini chilometrici rispetto ad altri circuiti, perché Montecarlo è anche la pista più corta del campionato, appena 3340 metri, che portano il totale a fine gara a 260 km. Una buona fetta di gara si deciderà al sabato, nelle qualifiche, cruciali per le ambizioni di vittoria e podio. Così a essere diversa potrebbe essere anche la preparazione durante le libere del giovedì, andando alla ricerca anzitutto dell’assetto ideale per staccare il tempo, mettendo in secondo piano il gran premio e la simulazione di long run. Fabiano Polimeni