Alle dichiarazioni, per ora non sono seguiti i fatti. In Lotus c’è la convinzione che la Williams non sia troppo distante e Pastor Maldonado, tra i pochissimi in grado di mettere un po’ di pepe sul Gran Premio di Spagna, ribadisce il concetto alla vigilia di Monaco. «La macchina non è male, non siamo né i migliori né i secondi, ma non siamo lontani dalla Williams. Sono un po’ davanti specialmente in qualifica, ma in gara si avvicinano e credo abbiamo maggior degrado gomme di quanto ne abbiamo noi». Quella prestazione in qualifica che diventa cruciale a Montecarlo. Come si comporterà la E23? Grosjean è fiducioso: «A Monaco l’attenzione è sulle curve lente, che storicamente non sono mai state un nostro punto di forza, ma quest’anno il pacchetto ha dimostrato di essere piuttosto buono indipendentemente dal circuito, la E23 è una macchina che si adatta». La scelta delle mescole fatta dalla Pirelli dovrebbe dare un aiuto: «Preferiamo di solito le gomme più morbide della gamma Pirelli e a Monaco servono davvero morbide e con tanta aderenza perché l’asfalto è molto scivoloso! Il motore conta meno il motore che altrove, il che pone l’accento sulla guidabilità e l’assetto della monoposto». Guardando alla preparazione del week end di gara, con la particolarità delle prove libere al giovedì, il direttore tecnico Nick Chester scende nei dettagli di quella che è l’evoluzione del circuito, la gommatura e le sfide da affrontare per tecnici e piloti: «L’evoluzione è enorme e anche tra le due sessioni di libere al giovedì si guadagnano facilmente un paio di secondi. L’aderenza migliora rapidamente e i piloti devono adattarsi, così come a una pista stretta a sconnessa». Un’altra particolarità del Gran Premio di Monaco è quella di ritrovarsi con un circuito in miglioramento di grip costante durante la gara: «La pista migliora notevolmente al giovedì e poi perde grip al venerdì, quando le strade sono aperte alla circolazione; l’aderenza torna nel corso delle libere 3 e in qualifica con la pista che diventa molto più veloce verso la fine del gran premio». Fabiano Polimeni