Cosa può riservare Montecarlo alla Williams? Dopo una solida gara in Spagna, specialmente con Bottas, il team inglese si aspetta di proseguire il trend al rialzo anche nel Gran Premio di Monaco, che sulla carta non si presenta esattamente favorevole alla FW37. «Siamo usciti dal Gran Premio di Spagna in una posizione positiva e continuiamo con parecchio ottimismo. A Barcellona eravamo veloci nei tratti di pista che sono simili a Monaco, per cui speriamo in un week end discreto», dice Rob Smedley. C’è anche l’interrogativo su come saprà comportarsi la monoposto con i due compound più morbidi proposti dalla Pirelli. Nei giorni scorsi Bottas ha anticipato come la grande differenza a Barcellona l’abbia fatta l’interpretazione delle gomme, che hanno lavorato correttamente sulla macchina. Montecarlo darà la conferma se i problemi palesati dopo la Cina sono definitivamente risolti, tenendo presente l’atipicità del tracciato monegasco, che fa storia a sé. Nella “costruzione” del week end potrebbe inserirsi una variabile aggiuntiva, legata al meteo, viste le previsioni che danno possibilità di pioggia al giovedì delle prove libere. «Le libere del giovedì saranno importanti per consentire ai piloti di stare in macchina e girare su un circuito come Monaco, perché il ritmo è cruciale. La pista non è quella che meglio di addice alla nostra monoposto, ma da quanto visto in termini di bilanciamento in Spagna siamo ottimisti», aggiunge Smedley. Va da sé che in caso di pioggia i run sarebbero fortemente limitati, per non andare incontro al rischio di sbattere contro le barriere e compromettere tutto. Resta appuntamento anacronistico, eppure con un suo fascino, Montecarlo. «E’ una gara unica, specialmente perché posso andare a piedi in pista al mattino da casa mia», anticipa Massa, per poi continuare: «Sebbene preferisca circuiti più lunghi e veloci come Spa e Monza, niente può togliere il brivido delle strade di Monaco. Il primo pensiero è quello di qualificarsi bene e da lì assicurarsi di finire la gara, se ci riesci hai la possibilità di fare punti buoni». Fabiano Polimeni