Sono i favoriti d’obbligo, sia perché l’anno scorso dominarono in lungo e in largo, sia per quanto visto a Barcellona. E non da ultimo perché le pole position finora sono vissute in un regime di duopolio: Hamilton o Rosberg. Immaginare chi possa scalzarli da lì è arduo, probabilmente anche in Mercedes sanno bene che il Gran Premio di Monaco è più facile che lo perdano loro, anziché vincerlo gli altri. «Abbiamo visto in Spagna come la nostra macchina avesse un buon vantaggio nel terzo settore, quello più stretto, perciò guardiamo a Monaco con ottimismo, ma non esiste di poter parlare di un vantaggio sugli avversari: devi guadagnartelo ogni volta e può capovolgersi molto rapidamente la situazione se non resti al top, specialmente a Monaco», dice un Toto Wolff che sembra predicare cautela. Per un Rosberg favorito naturale, non fosse altro perché si è espresso al top negli ultimi due anni, staccando pole e vittoria in entrambe le occasioni, c’è un Hamilton desideroso di riscatto. In Spagna non ha mai brillato nel corso di tutto il week end e a Montecarlo vorrà togliersi qualche sassolino dalle scarpe, rimasto lì dal 2014, condizionato dalle qualifiche al sabato e dal lungo di Rosberg al Mirabeau. «A Barcellona non ho avuto il miglior week end possibile, per cui andar via con un secondo posto va bene in termini di limitazione dei danni e ha significato un altro gran risultato per il team con una doppietta. Ora sono pienamente concentrato su Monaco, la gara che tutti aspettano e una che amo in particolare». Ha vinto solo nel 2008, quando era in McLaren e per chi si ispira a Senna è un po’ un’”onta” da cancellare al più presto, già da domenica prossima: «E’ la sfida più grande dell’anno per il pilota e quando la prendi per il verso giusto le sensazioni che dà sono dure da battere. Creare il ritmo sin dall’inizio delle prove è così importante, perché hai bisogno di sentire tua la tua strada. Devi essere perfetto al millimetro in ogni punto, perché la minima derapata può rovinare il week end. E’ pura abilità di guida, coraggio puro al volante, è questo che la rende speciale per me. Come in Spagna, è un circuito sul quale non sono stato troppo fortunato in passato, ma non mi interessa quel che è stato o lanciarmi in previsioni: sono qui per saltare nella macchina eccezionale che abbiamo, correre al massimo e dare tutto, come sempre». Fabiano Polimeni