Se il copione messo in scena in Canada sembra un remake per le prime due posizioni, ben diverso è il discorso alle spalle del duo Hamilton-Rosberg (rigorosamente in quest'ordine). Tuttavia soffermiamoci un secondo a commentare l'ennesima prestazione vincente della Mercedes sottolineando come in questo caso a determinarne le performance non sia stata solo la velocità, ma anche l'efficienza. Infatti Montreal è una pista dove più che l'acceleratore bisogna tenere d'occhio i consumi, e il team anglotedesco (o germobritannico?) ha fatto valere l'efficienza generale del suo sistema ibrido. Stando a sentire Nico Rosberg, che solitamente ha il controllo tecnico di tutto ciò che succede sulla monoposto (tranne il set di gomme imperfette che gli ha rovinato la qualifica), questa era al limite in tutti i settori. E il tutto si è concretizzato in pista con merito dell'intera squadra. Canadian Grand Prix RaceIl paradosso è che il diretto rivale, la Ferrari, ha compiuto un "doppio mezzo passo falso" (che se la matematica funziona ancora corrisponde a un passo falso) mancando il podio proprio quando la monoposto in sé è migliorata in vari settori. Lo stesso terzo posto di Kimi Raikkonen in qualifica, sebbene vanificato poi dal testacoda in gara, ne è la dimostrazione. E se l'avaria "misteriosa" di Sebastian Vettel sempre in qualifica ha compromesso il risultato complessivo, nondimeno la rimonta dalla 18ª posizione in griglia è stata notevole. Ed esemplare, nel senso che ha mostrato le potenzialità dell'attuale SF15-T. Peccato che a questo si siano aggiunte le necessità contingenti di operare per entrambi i piloti un cambio gomme in più. Va bene l'undercut, ma costringere Vettel a due stint con le gomme più dure non sembra il massimo, specie con una macchina che dovrebbe sfruttare meglio di altri le mescole "rischiose". In ogni caso Seb ha rimontato con grinta, facendo anzi venire i brividi in un paio di occasioni alla "esse" prima del traguardo. Una volta con Alonso e poi con Hulkenberg, cercando in entrambi i casi il sorpasso dall'esterno. Due episodi che potevano finire "male", ma che proprio per i piloti coinvolti sono invece conclusi con nulla più di un taglio di chicane e di un testacoda, quello effettuato dal pilota della Force India pur di evitare il contatto diretto con la Ferrari. Tanto che i commissari non hanno potuto trovare nulla da ridire: come si può sanzionare un pilota per "avoidable contact" quando il "contact" di fatto non c'è? Canadian Grand Prix RaceA parte che può dare un po' fastidio che gli episodi di gara vengano giudicati con tale metro, come quando stiamo compilando una constatazione amichevole, sul tema vogliamo spendere un paio di parole d'elogio - quando è il caso, perché no? - per Marcus Ericsson. Seppur fuori dalla zona punti, infatti, il pilota Sauber oggi non ha solo preceduto il compagno Nasr, ma è pure stato autore di un bel duello ruota a ruota con Felipe Massa, durato per più curve e in cui lo svedese ha resistito con misura senza lasciare spazi "superflui" ma nemmeno arrivando al contatto. Davvero bello. E il resto della gara è stato dello stesso tenore, anche quando ha contenuto Verstappen. E visto che siamo arrivati a parlare di una Williams, facciamolo completamente: all'ottima prestazione da podio di Valtteri Bottas, certamente favorita dall'errore di Raikkonen ma non per questo "rubata", si è appunto aggiunta quella in rimonta di Massa, appena meno efficace rispetto alla risalita di Vettel. Insomma qui a Montreal le Williams FW37 si sono dimostrate ben più in palla che a Monaco, e pur se un po' troppo "leggere" al retrotreno hanno messo in campo un'efficienza aerodinamica ancora piuttosto buona, oltre a miglioramenti motoristici. Tuttavia non vorremmo si pensasse che il 3° più 6° posto di Valtteri e Felipe raffrontati al 4° più 5° di Kimi e Seb siano in qualche modo equivalenti e dimostrino che la Williams è allo stesso livello della Ferrari. No, non è così, perché il risultato finale della Scuderia è stato ben più condizionato da fattori contingenti che dalla competitività, al contrario del team di Grove. Dopo le lodi a Ericsson, non possiamo certo risparmiarle a Pastor Maldonado, che per una volta dimenticato dalla sfortuna (quest'anno glielo possiamo concedere che fosse una questione di sorte) ha ottenuto un ottimo e incoraggiante 7° posto. Questo da ultimo dei non doppiati e proprio quando il compagno di squadra Romain Grosjean ha commesso un'ingenuità alla Hamilton 2011, chiudendo troppo presto il sorpasso su Stevens e arrivando al contatto. Fortuna per entrambi che l'entrata ai box fosse proprio lì, così che in Lotus hanno sostituito subito la gomma forata (e in Manor l'ala davanti) permettendo al francese di ottenere il punto del decimo posto, nonostante la sanzione di 5 secondi (oltre a 2 punti-licenza). Un risultato complessivo che permette alla Lotus, qui inaspettatamente competitiva probabilmente anche per gli sviluppi della PU Mercedes "clienti" come per Williams, di scavalcare in classifica "Costruttori" la Sauber e la Force India in un colpo solo. Canadian Grand Prix RaceInfine, se da un lato dobbiamo rilevare che la McLaren-Honda ha toccato nuovamente il fondo con entrambi i piloti ritirati, nondimeno si giustifica il mantenimento di un certo ottimismo. Intanto perché i problemi agli scarichi che, seppur differenti, hanno causato gli stop non paiono gravi né irrisolvibili. Poi perché anche quando non aveva l'apparato elettrico in piena efficienza, Fernando Alonso era lo stesso un osso duro da superare. Certo, molto dipendeva da lui, ma questo dimostra che non tutto della power unit nipponica sia da buttare. Anche se ovviamente riuscire a "mettere tutto assieme" con i propulsori ibridi della F1 attuale resta sempre un bell'esercizio di enigmistica, per gli ingegneri… Maurizio Voltini Canadian Grand Prix Race