Già nelle prime interviste subito dopo la fine del GP del Canada, Maurizio Arrivabene era parso tutt'altro che accomodante: «Meglio che non dica cosa sto pensando in questo momento». Aggiungendo subito dopo: «Abbiamo buttato via un podio, questa è la verità». Quando gli viene ricordata la buona prestazione in rimonta di Sebastian Vettel, giusto per far capire che non è stato tutto così negativo, il team principal Ferrari sottolinea: «Vettel ha fatto una grandissima gara, certo, ma non basta, perché anche partendo più avanti sarebbe arrivato lo stesso dietro alle Mercedes. I podî possono annoiare, ma scendere da lì è anche peggio». E le ultime modifiche al motore? «Niente scuse: mi aspettavo di andare avanti con gli ultimi aggiornamenti, invece siamo andati indietro». Tuttavia, al netto del testacoda di Raikkonen e della sventurata posizione di partenza di Vettel, le SF15-T oggi non sono parse lente. E dopo aver fatto meglio il punto della situazione ed essersi consultato con i tecnici, anche Arrivabene sembra mutare opinione (e umore) in questo senso: «Il nostro passo gara, se lo analizziamo, era buono, ma c’è stata una serie di circostanze che ci ha impedito di ottenere un risultato migliore. Sebastian ha fatto una gara stupenda, recuperando tredici posizioni rispetto allo schieramento di partenza. Il motore "evoluto" ci ha dato un responso positivo, ma tutto il weekend non è andato bene nel complesso». Entrando più nel dettaglio dei fatti di gara, Arrivabene analizza quanto successo a Kimi: «Per lui avevamo programmato una sola sosta. Siamo passati a due quando è stato superato da Bottas dopo essersi girato al tornante. Un fatto che non abbiamo ancora compreso pienamente, e che potrebbe essere dovuto a un "concorso di colpa", visto che ci ha detto che la stessa cosa era successa un anno fa. In ogni caso sarebbe sbagliato riversare la colpa su di lui o sulla squadra. Anche lui, come Seb, stava spingendo, ma ha avuto alcuni problemi che lo hanno costretto a ridurre il ritmo in certe fasi di gara. Dobbiamo rimanere umili e cercare di non farci scappare ancora il podio da sotto i piedi, come stavolta. Siamo ancora il secondo miglior team, ma bisogna guardare avanti e non alle nostre spalle».