Vettel e la Ferrari hanno ripreso il posto che compete a entrambi. Alle spalle della Mercedes. Anche se in Ungheria, nonostante la mancanza di rettifili e il fatto che non sia una pista di motore, il divario complessivo è ancora elevato. 719 millesimi separano la Rossa dalla pole di Hamilton. Troppi per cercare di sperare in un imprevisto che rallenti le Frecce d’argento: il loro margine è ancora elevato. Non deve ingannare la vicinanza di Rosberg, che è appena 144 millesimi davanti a Seb: Nico ha accusato sottosterzo e il suo tempo non è indicativo del potenziale Mercedes che è ben più elevato come la pole di Hamilton dimostra. Vettel però sprizza entusiasmo, forse per la ritrovata competitività. Eppure guardando i tempi il divario Mercedes-Ferrari non è proprio lieve: in Q1 Vettel era ad appena 422 millesimi da Hamilton, poi in Q2 il divario è raddoppiato salendo a oltre 8 decimi e in Q3 si è limato leggermente, ma sono pur sempre 0”719. Quel che fa sorridere Vettel è il fatto che sia stato il più veloce, o almeno veloce quanto Hamilton, nel secondo parziale dell’Hungaroring: quello misto-guidato lungo circa 30” fatto di curve e controcurve, dove contano telaio e agilità e non il motore. Lì Vettel azzerava il distacco da Hamilton che era di 3 decimi nel primo parziale (quello che comprende il lungo rettifilo dei box) e nel tratto finale dove c’è la salita verso il tornante finale e dove perdeva altri 0”4. Quindi sul tratto più guidato la Ferrari vale la Mercedes. E questa è una buona notizia per il telaio della Rossa, e per l’accoppiata gomme-sospensioni sempre così critiche sulla SF15-T. Vettel poi è anche contento perché la Ferrari ha recuperato bene dopo un venerdì difficile. «Ieri c’erano problemi evidenti: Kimi ha avuto quel guaio con l’alettone, abbiamo perso tempo per capire a cosa fosse dovuto (comprendere cioè se fosse un problema strutturale o no, ndr), poi il bilanciamento dell’auto ieri non era buono. Ma durante la notte abbiamo lavorato sodo per cambiare gli assetti e siamo partiti sabato con un passo decisamente migliore». Le Mercedes sono lontane, Vettel ne è consapevole. Ma non è rassegnato. Vuol dire che si è reso conto di qualche punto debole degli avversari. «Vero che le Mercedes sono su un altro pianeta, ma se siamo andati così bene e siamo rimasti davanti alle Red Bull che su questa pista sono insidiose vuol dire che c’è una ragione, e questa ragione varrà anche per la gara di domani. In gara dovremo prima di tutto difenderci dalle Red Bull che hanno un ottimo passo gara, ma poi vorrei provare a sfatare il tabù di questa pista. L’Hungaroring è l’unico circuito del mondiale F1 dove ho corso tanti anni senza mai vincere. Certo, ci vuole fortuna. E anche il caldo che fa lavorare meglio la nostra macchina. Domani la temperatura è annunciata un po’ in discesa: 28 gradi dai 36/37 di oggi, ma è comunque abbastanza caldo perché le cose funzionino bene». Alberto Sabbatini