Il più abbacchiato di tutto il paddock è Kimi Raikkonen, dopo la gara ungherese. Aveva il secondo posto tra le mani e un calo di potenza del motore lo ha costretto al ritiro a una dozzina di giri dalla fine. Tra l’altro il calo di motore è arrivato nel momento peggiore, un attimo prima che la safety car ricompattasse tutto il plotone, così Kimi non ha nemmeno potuto cercare di gestire i 20/25 secondi di vantaggio che aveva costruito sul gruppo dietro di lui. Per la prima volta però Kimi riesce a... riderci sopra! Un sorriso forzato gli scappa davanti ai microfoni. “Che devo fare? È la vita. Dopo una gara come questa, l’unica cosa positiva è che sta arrivando un po’ di vacanza...”. E poi filosoficamente conclude: “Ma questa è la vita. È andata così”. Kimi poi tornando serio analizza la corsa che pare il simbolo della sua stagione no. “Nel complesso abbiamo avuto un’ottima velocità, ma tanta sfortuna e qualche errore. Il nostro compito è fare in modo che non ci siano più questi problemi qua e là che vanificano i potenziali risultati. La velocità c’è sempre stata, non è quella il problema”, dice con una frecciatina a chi lo ha criticato per lo scarso rendimento in pista, “devo fare qualche errore in meno ma soprattutto avere meno sfortuna”. La sfiga che lo ha colpito in Ungheria è simbolica: ala anteriore rotta per un cedimento al venerdì, perdita d’acqua che lo ha tenuto ai box al sabato, calo di potenza al motore in gara domenica. Ha fatto l’en plein. Di suo Kimi ci aveva messo una partenza magnifica che lo ha portato a slalomare fra le prime due file al via dalla terza fila in cui scattava (notare che la sua posizione era ben 32 metri indietro rispetto alla pole!). Kimi ha affiancato e superato prima Ricciardo in partenza, poi Hamilton alla prima curva, quindi ha infilato Rosberg alla seconda curva e si è messo in scia a Vettel. Scia dove è rimasto per 40 giri, staccato di alcuni secondi ma con un mare di vantaggio su quelli dietro. Finché ha lanciato un messaggio radio preoccupante: “Ho un calo di potenza al motore!”. Gelo ai box. Si sperava in un problema temporaneo, ma poi i suoi tempi sul giro sono cresciuti da 1’28” che faceva in quel momento fino a 1’30”/1’31”. E la sua gara è finita definitivamente quando Hulkenberg ha avuto un incidente, la safety car ha neutralizzato la corsa e gli ha azzerato i 20” di vantaggio che aveva sulla muta alle sue spalle. Lì senza motore Kimi non è riuscito a difendersi da Rosberg che alla ripartenza l’ha saltato facilmente e poi dagli altri. Una sosta ai box per resettare l’elettronica non ha cambiato la situazione per cui alla fine la squadra ha ritirato la Ferrari n.7. Ora Kimi in classifica è a quota 76 punti iridati, ben 84 punti lontano da Vettel. Ma un Kimi che guida come si è visto in Ungheria meritava il podio e una classifica più alta. Alberto Sabbatini