Ci sono piste che sembrano fatte su misura per un pilota. Come era Montecarlo per Senna, dove Ayrton vinse 6 volte. O come Imola per Schumacher che fu espugnata 7 volte dal tedesco. Così è Spa per Kimi Raikkonen. La sua pista magica. Sul difficile circuito belga il ferrarista ha colto la sequenza più vincente della sua carriera: ha trionfato 4 volte, nel 2004 e 2005 con la McLaren-Mercedes e nel 2007 e 2009 con la Ferrari. Addirittura avrebbero potuto essere cinque le vittorie di Raikkonen a Spa perché anche nel 2008 aveva il successo a portata di mano, ma negli ultimi giri si stampò all’uscita del velocissimo curvone di Blanchimont mentre duellava con Hamilton dopo un discusso taglio di chicane dell’inglese. Soltanto Senna e Schumacher (6 vittorie) hanno vinto più di Raikkonen a Spa. Cosa rende magica la pista di Spa per Raikkonen? Probabilmente il tracciato velocissimo che mette in risalto le sue particolari doti di guida. Raikkonen è un pilota che guida “di fino” e non di forza, molto a suo agio nei curvoni veloci - che a Spa abbondano - dove si deve tenere la macchina in traiettoria con delicatezza ed equilibrio. È meno portato su circuiti tortuosi, dove serve una guida aggressiva e dove è indispensabile lavorare molto con lo sterzo per inserire la macchina di forza in curva. Stile che invece predilige Alonso che, curiosamente, a Spa con la F1 non è mai riuscito a vincere nella sua carriera e questo è uno dei crucci più grandi dello spagnolo. Perché Spa è considerata l’Università della F1. Chi vince a Spa non può non essere un campione del mondo. Infatti l’albo d’oro dei plurivincitori è infarcito soltanto di nomi iridati: Schumacher, Senna, Clark, Fangio, Damon Hill. Spa è il tracciato più lungo del mondiale (7,004 km) dove si viaggia a medie sul giro elevatissime (quasi 230 km/h) e non per merito dei lunghi rettifili come Monza ma a causa di una serie di curve velocissime e in alcuni casi cieche (mitica la compressione Eau Rouge-Raidillon, ma anche i temibili curvoni di Puhon e Blanchimont). Una volta gli esperti della F1 andavano a piedi ai margini della pista alla compressione Eau Rouge-Raidillon per vedere da dietro i piloti entrare in quel temibile punto e osservare chi sfiammava dallo scarico in ingresso curva, segno inequivocabile che aveva alzato il piede dal gas e non era stato capace di affrontarla in pieno. Solo i più bravi ed audaci ci riuscivano. Con la deportanza delle F1 odierne Eau Rouge-Raidillon non è più così selettiva e per fare il tempo sono più decisive la curva di Puhon o la serie di esse che portano al curvone di Stavelot dove la nuova pista si ricollega alla vecchia usata fino al 1970. Ma qui e nelle altre difficili curve di Spa è un dato di fatto, comprovato dalle statistiche, che Raikkonen sia il pilota contemporaneo che riesce ad esprimersi meglio. Addirittura Raikkonen è stato capace di trionfare a Spa persino con la disgraziatissima Ferrari F60 del 2009, la prima monoposto del Cavallino col kers che in frenata e inserimento curva era sbilanciata e inguidabile per via degli effetti nefasti del recupero di energia sui freni posteriori; come sperimentò di persona Fisichella nelle ultime gare di quella stagione. Quest’anno dopo una stagione interlocutoria Raikkonen arriva a Spa, sulla “sua” pista magica, con le spalle forti del rinnovo contrattuale per il 2016 che la Ferrari gli ha garantito proprio alla vigilia del Gp belga. Il modo migliore per caricare Kimi che a dispetto del soprannome di ”Iceman” è uno che sente parecchio la pressione quando è seduto nell’abitacolo. Che piova (ma le previsioni più aggiornate danno asciutto) o che ci sia il sole, aspettiamoci un Raikkonen protagonista a Spa. Alberto Sabbatini