Da Spa-Francorchamps (Belgio): Roberto Chinchero «Kimi è un gran pilota, e come ho già detto in Ungheria, ho un’ottima relazione con lui. In più penso che sia una bene per il team dare stabilità». L’armonia non manca nel box della Ferrari, e l’ennesima conferma è arrivata nella conferenza stampa tenuta oggi da Sebastian Vettel, un’occasione nella quale Seb non ha risparmiato parole di stima per “Iceman”. «Uno degli aspetti migliori soprattutto per il team – ha proseguito Vettel – è che io e Kimi lavoriamo bene insieme. Ovviamente quando siamo in pista corriamo entrambi per ottenere il miglior risultato, ma sempre nell’interesse della squadra». Al pilota tedesco è stato anche chiesto se lui in prima persona ha spinto la squadra verso la conferma di Raikkonen anche nel Mondiale 2016. «Non è certo una mia decisione – ha risposto - ma la mia opinione è che mi piace lavorare con lui, quindi sono contento. In questa prima parte di campionato abbiamo avuto a volte dei risultati differenti, ma in termini di performance siamo vicini». Archiviato l’argomento del giorno, ovvero la conferma di Raikkonen, Vettel ha chiarito anche la sua visione su quelli che sono gli obiettivi che si è posto nella seconda metà del Mondiale in corso: «La matematica ci dice che nessun traguardo è precluso, ma se ci basiamo su valutazioni più realistiche, sappiamo che è molto difficile raggiungere le Mercedes. Abbiamo però il dovere di essere sempre pronti a cogliere il massimo, come è accaduto in Ungheria. Se avremo un’opportunità andrà presa al volo, finora ci sono state due occasioni e le abbiamo sfruttate molto bene. Ma il vantaggio di cui gode la Mercedes è ancora ben presente, e non credo possa scomparire di colpo». A Vettel è stato anche chiesto se ritiene che la Ferrari debba considerarlo in una posizione privilegiata all’interno del team vista la sua posizione nella classifica di campionato. «No, se ci sono pezzi nuovi come minimo ne vengono prodotti due, quindi non vedo perché debbano essere presenti solo su una vettura. Ed è così’ che deve essere. Quando si arriva alle battute finali di un campionato ed un team ha un pilota che può vincere il titolo, allora si può magari pensare a qualche strategia in suo aiuto, ma non è la situazione in cui ci troviamo oggi».