Sebastian Vettel a Spa ha vinto 2 volte in carriera contro le 4 di Raikkonen ma non perché abbia un feeling particolare su questo circuito. I suoi trionfi sembrano più legati al fatto che la Red Bull per tradizione è sempre andata fortissimo su questa pista (anche oggi le Red Bull sono 3° e 4° davanti alle Ferrari). Mentre Vettel ha finito le libere appena col 10° tempo, staccato di 1”6 dal tempo di Rosberg e di oltre mezzo secondo da Raikkonen, uno dei più grandi distacchi accusati dal compagno in questo 2015. E non che nelle libere 1 gli fosse andata meglio: il divario da Raikkonen era di 4 decimi anche in quel caso. “Oggi non è stata una delle nostre giornate migliori e ho faticato a trovare il ritmo giusto, ma penso che domani si possano fare dei passi avanti. Devo farlo se non voglio trovarmi decimo sulla griglia di partenza. Oggi non ero del tutto soddisfatto del comportamento della macchina, ma sono sicuro che per domani l’avremo messa a punto e sarà una giornata migliore”. In genere nelle libere del venerdi i piloti si concentrano a cercare l'assetto giusto e il passo-gara, il ritmo. Porprio quello che di solito a Vettel riesce bene. Ma stavolta qualcosa è mancato. L'effetto della vittoria del Gp Ungheria è già svanito? No, non è così ma Vettel resta coi piedi per terra in base al motto ormai reso famoso dal suo team principal Arrivabene. “Siamo su un altro circuito, con condizioni diverse, e come sempre faremo del nostro meglio. Sicuramente è piacevole riprendere il campionato dopo il grande risultato dell’ultimo Gran premio, ma dobbiamo continuare a tenere i piedi per terra”. Certo, il programma di lavoro di Vettel è stato disturbato dalla doppia bandiera rossa, quella in FP1 per Maldonado e quella in FP2 per Rosberg. Ma l'interruzione c'era per tutti.  A domani per la controprova.