Vettel, anche se è stato battuto dal compagno di squadra ed è soltanto terzo, è felicissimo. “È un risultato fantastico, secondi e terzi e soprattutto vicinissimo a Lewis che è la cosa più importante del giorno. Non credevamo di arrivare a questo punto. E poi nella nostra gara di casa, davanti a tutti i tifosi che sventolavano le bandiere rosse. Fantastico!. Voglio godermi la giornata e pensare anche a domani...”. Poi Sebastian si rivolge scherzosamente a Hamilton di fianco a lui nella conferenza stampa: “A questo punto potremmo anche sognare, non è più proibitivo: potremmo essere tutti e due, io e Kimi su quel podio domani dopo la gara. E scusa la sfacciataggine, Lewis, ma non voglio dire con questo che tu non sarai sul podio. C'è spazio anche per te, basta che stai dietro! Se tutti e due noi ferraristi arrivassimo davanti a te domani, ecco questo sarebbe un sogno che si trasforma in realtà. Adesso sognare ci è permesso”. Poi Vettel torna coi piedi per terra. “Nonostante ciò, diventando realistici, sarà una gara difficile domani. Questi tipi (le due Mercedes, ndr) hanno dimostrato un grande passo-gara ieri, come altre volte hanno fatto. Ma noi dobbiamo lottare e fare tutto quello che è possibile. E abbiamo la gente sulle tribune che ci spinge”. Poi ha aggiunto: “Oggi siamo un poco più vicini a dove sarebbe il nostro posto naturale, dove vorremmo essere (in cima alla graduatoria, ndr). Ma l'obiettivo minimo in corsa è mantenere queste posizioni (e quindi andare a podio entrambi, ndr) e poi cercare di vincere”. Infine Vettel ha cercato di spiegare il segreto di questo tempo veloce delle Ferrari a ridosso della Mercedes. “Credo che abbiamo imparato molto a Spa in questo senso. Spa è simile a Monza per tipo di assetto aerodinamico (pista a bassa deportanza, ndr). Là non eravamo molto soddisfatti del bilanciamento dell'auto. E siamo invece riusciti qui a trovare un assetto migliore a parità di ali. Ora la macchina è perfettamente bilanciata con questo assetto a bassa deportanza e credo sia questa la spiegazione del nostro progresso”. Alberto Sabbatini