da Marina Bay: Roberto Chinchero Non era pretattica. Le qualifiche hanno confermato gli esiti delle prove libere, ovvero che le due Mercedes di Hamilton e Rosberg sulle 23 curve del circuito di Marina Bay non hanno trovato il feeling giusto. È probabile che il “manettino” delle due power unit non fosse al massimo, ma parliamo pur sempre di una pista dove i cavalli non sono un elemento indispensabile per puntare al vertice, prova ne è la resurrezione delle Red Bull motorizzate Renault. Così, dopo oltre un anno e mezzo, stiamo assistendo ad un weekend nel quale la Mercedes sembra aver perso la direzione. «Non abbiamo idea di cosa sia successo – ha commentato Lewis Hamilton – posso solo confermare che le gomme non funzionano. La Ferrari è riuscita a far funzionare gli pneumatici, noi no. Vincere domani? Nella situazione attuale non credo sia possibile». La Mercedes ha accusato principalmente un eccessivo surriscaldamento degli pneumatici posteriori rispetto a quelli anteriori. Da qui una guidabilità difficile, e un lavoro sul setup che non ha dato i frutti sperati. Hamilton, visibilmente contrariato, ha tagliato corto quando gli è stato fatto notare di aver perso la chance di eguagliare il primato di otto pole position consecutive che appartiene ad Ayrton Senna. «Nessuna delusione, ho avuto fortuna aver ottenuto sette pole di fila. Non credo abbia un particolare significato, e non mi dispiace che l’abbia mantenuto Ayrton». Anche da Nico Rosberg sono arrivate solo conferme sulla difficoltosa ed imprevista situazione della Mercedes: «Abbiamo provato di tutto, ma siamo ancora lontani rispetto alle posizioni a cui ambivamo. Ho sentito la macchina scivolare, non c’è trazione, e il tutto si traduce in una monoposto difficile da guidare. Domani proveremo a risalire, ma non sarà semplice, perché nei long-run di venerdì abbiamo visto che sul passo gara gli avversari sono molto forti. Non ci aspettavamo certo di rimediare oltre un secondo di distacco, ma credo che Vettel ci abbia messo del suo, visto che ha rifilato 7 decimi al compagno. Dovrò guardarmi da Sebastian anche nella classifica di campionato, perché è sempre più vicino».