Sebastian Vettel che parte al comando dalla pole, percorre 3-4 giri ad un ritmo forsennato guadagnando un margine che poi gestisce per il resto della gara, sempre comunque tenendo un ritmo elevato ma anche con un certo margine "nel piede", per rispondere ad eventuali attacchi o essere pronto a imprevisti come le safety car. Sembrerebbe la cronaca di una delle tante gare dominate fra il 2010 e il 2013 con la Red Bull, e invece è quella del GP appena vinto a Singapore con la Ferrari, il terzo di questa stagione. Una vittoria limpida e non favorita da situazioni particolari di gara, se non giusto quella di una Mercedes una volta tanto meno competitiva, che fa capire come una volta il merito non fosse tutto e non solo di Adrian Newey. A Marina Bay le grandi doti telaistiche di Ferrari e Red Bull hanno potuto esprimersi al massimo (vedremo se sarà così anche in Giappone) vuoi per la grande trazione meccanica delle "Rosse" vuoi per l'eccezionale efficienza aerodinamica delle "Blu", tanto che anche Kimi Raikkonen non ha avuto troppi problemi a concludere 3° alle spalle di un ritrovato Daniel Ricciardo nonostante non sentisse perfetta la sua monoposto, e con Daniil Kvyat condannato al 6° posto soltanto per le sfortunate tempistiche di cambio gomme (appena prima dell'ingresso della safety car). Parlando di queste ultime, in effetti per valutare appieno la prestazione di Vettel bisognerebbe ricordare che al paio di secondi di distacco finale di Ricciardo andrebbero aggiunti anche la decina erosi dai due interventi delle safety car. Il primo dei quali dovuto ad un contatto duro ma anche malaugurato fra Nico Hulkenberg e Felipe Massa: il brasiliano stava uscendo dalla pitlane dopo il cambio gomme e aveva una posizione favorevole nonché "legale" per prendere la curva senza dover lasciar passare il tedesco, che però per la conformazione del tracciato in quel punto non sembra abbia avuto alcuna possibilità di vedere materialmente l'arrivo di Massa, andando così ad affrontare la curva come se niente fosse. Inevitabile il decollo di Hulkenberg che ha poi sbattuto contro le barriere. Indubbiamente se c'è da assegnare una responsabilità va al pilota della Force India, ma non una vera e propria colpa, e quindi risulta probabilmente un po' troppo "forcaiolo a tutti i costi" avergli comminato la perdita di 3 posizioni in griglia per il prossimo GP. La seconda safety car è stata causata da uno spettatore forse troppo entusiasta o semplicemente scriteriato e in cerca dei classici "5 minuti di celebrità" che è entrato in pista mettendosi a passeggiare sul bordo. Ma vi sono stati altri episodi "collaterali": uno il messaggio via radio dai box con cui verso la fine è stato chiesto a Max Verstappen di far passare Carlos Sainz alle sue spalle. Sembra questo ordine di scuderia sia stato determinato dal voler dare la possibilità allo spagnolo (che aveva gomme molto più fresche) di superare Sergio Perez, dopo che l'olandese non c'era riuscito per diversi giri. In ogni caso il figlio di Jos non ha rispettato il "suggerimento" e così i due sono arrivati nell'ordine dietro a Perez 6°. Dopo fine gara c'è stata anche la chiamata in direzione gara di un responsabile Ferrari. Al momento in cui scriviamo pare sia dovuto ad un battibecco dai toni un po' accesi fra i meccanici della Scuderia e i commissari in parco chiuso, nel seguire le indicazioni di questi ultimi, che è andato a violare l'articolo 12.1.1. Per questo motivo sono state richieste scuse ufficiali scritte da parte della Ferrari, con la promessa che non succederà più; ma non dovrebbero esserci ulteriori strascichi. Tornando sulla gara, da rilevare i molti problemi alle trasmissioni, che hanno causato i ritiri di entrambe le McLaren ma anche quello di Felipe Massa. Non ne sono stati immuni neanche Valtteri Bottas, riuscito comunque a salvare il 5° posto, né Sainz che aveva perso molto tempo al secondo restart perché il cambio gli era finito in folle e non accettava più le marce, finché lo spagnolo è riuscito a ripartire dalla prima (ma quando tutti erano sfilati). Peraltro Jenson Button aveva già perso l'ala anteriore in una lotta (troppo) ravvicinata con Pastor Maldonado, che ha poi perso varie posizioni per il danneggiamento del diffusore posteriore. Ne ha approfittato così Felipe Nasr per arrivare in zona punti e salvare la giornata della Sauber. Come già successo l'anno scorso, questa gara potrebbe in qualche modo riaprire il campionato. Con il ritiro di Hamilton e il 4° posto di Rosberg, il tedesco recupera 12 punti sull'inglese portandosi a 211 (contro 252): il distacco resta però notevole. Piuttosto c'è anche Vettel che grazie alla vittoria sale a quota 203, quindi a soli 8 punti da Rosberg che in futuro dovrà probabilmente continuare a fare i conti con un motore poco fresco. Dunque il secondo posto in campionato è ancora in discussione, quando mancano altre sei gare. Maurizio Voltini