Quella di Singapore è stata per la Mercedes una gara catastrofica come non se ne vedevano da parecchio. Già con problemi elettronici da prima del via, non solo non ha piazzato nessuno dei suoi due piloti sul podio, ma ha pure subìto l'onta del ritiro del capoclassifica. E se Rosberg non si fosse classificato quarto guadagnando 12 punti decisamente pesanti, sarebbe pure potuto succedere che Vettel (ora a 8 punti) gli soffiasse il secondo posto in classifica mondiale. «È stato un fine settimana deludente per la squadra - sintetizza Nico Rosberg - siamo stati lontani dalla vetta per l'intero weekend. Mi auguro davvero si sia trattato di circostanze uniche, con pista e condizioni che non si addicevano alla nostra macchina. Il problema è che in realtà non abbiamo proprio capito perché Ferrari e Red Bull fossero così più veloci di noi qui. La mia gara è iniziata in modo caotico: nel giro di allineamento mi si è spento il motore un paio di volte. Non ho potuto fare la solita procedura di partenza ma è andata bene e sono stato in grado di finire quarto, il massimo oggi». «La mia gara stava andando bene - afferma invece Lewis Hamilton - stavo guidando bene e penso che ad un certo punto avevo il passo per vincere. Poi ho iniziato a perdere potenza. È un peccato anche per il team, ma sono cose che succedono. Alla fine è stato meglio ritirarsi e salvare il motore. Ma non sono preoccupato, la nostra affidabilità è sempre molto alta». Alla fine si è scoperto che la causa del problema era una perdita di aria compressa nel collegamento fra intercooler e "polmone" di aspirazione, nulla di serio dal punto di vista strutturale. Da parte sua, Toto Wolff la prende quantomeno con filosofia: «Penso che questo sia ciò che si può definire come un fine settimana che ti tempra il carattere… Il quarto posto era il massimo che potessimo fare con Nico, mentre Lewis ha perso punti preziosi. Ma non c'era nulla che potessimo fare con la macchina in pista. Siamo stati indietro fin da venerdì, e anche se ci sono stati momenti in gara in cui il passo non sembrava male, dobbiamo essere realistici e ricordare che davanti stavano gestendo le gomme. Ora dobbiamo analizzare tutto con precisione e capire dove abbiamo preso una direzione sbagliata per imparare e chiudere il capitolo. Un brutto weekend non oscura i nostri successi precedenti, ma sappiamo che non c'è spazio per l'autocompiacimento dopo una gara come questa. Cercheremo di rifarci il prossimo appuntamento a Suzuka». Maurizio Voltini