Terzo posto nel mondiale Costruttori non significa soltanto una posizione privilegiata tra i top team, ma soprattutto soldi. Ritrovarsi una Williams saldamente ancorata al “podio” è un risultato che, valutando nell’insieme la stagione, va accolto come un successo. Ne è convinto Pat Symonds, direttore tecnico che dovrà risolvere alcuni nodi progettuali in vista del 2016, sul quale già si lavora da tempo, non avendo più grandi obiettivi in ottica campionato da realizzare. Agguantare podi quando possibile, come in Russia, inserirsi tra Mercedes e Ferrari, fare da guastafeste, insomma, da Austin ad Abu Dhabi. «Tutti vogliono vincere, ma considerando il nostro budget, l’organizzazione e tutto il resto, dovremmo essere molto fieri non solo di essere terzi nel mondiale quest’anno, ma di esserlo da due anni di seguito», spiega. La prossima tappa a Austin può regalare soddisfazioni, condizioni meteo permettendo e Rob Smedley è fiducioso sulle chance del team: «Affrontiamo Austin senza aver portato a casa tutti i punti che avremmo dovuto in Russia, pur avendo una macchina davvero competitiva e con un gran ritmo. Il circuito si addice alla nostra monoposto, dovremmo andare bene e avremo bisogno di continuare ad ampliare il distacco sulla Red Bull». La dimensione Williams al momento è quella di un outsider qualificato, forse non in grado di vincere gran premi a breve, con la seconda rivoluzione tecnica che attende la Formula 1 nel 2017 a rappresentare un’opportunità per fare un salto ulteriore; «Siamo sempre in lotta per il podio e sono queste, realisticamente, le nostre ambizioni da qui a fine anno», ha aggiunto a Sky Sports HQ. Fabiano Polimeni