Il Gran Premio del Brasile per la Red Bull vorrà dire, anzitutto, nuovo motore Renault. Rinviato il debutto della power unit a Austin, dovrebbe essere Interlagos il palcoscenico sul quale verificare i passi avanti compiuti, attesi comunque su valori molto circoscritti in termini di tempo sul giro, si stimano 2 decimi di miglioramento, davvero pochi guardando al tempo necessario e alla spesa di gettoni necessaria. Lo scorso anno fu bottino magro per il team: quinto Vettel e Ricciardo ritirato, mentre Kvyat concluse 11mo con la Toro Rosso. Circuito caratterizzato da notevoli variazioni altimetriche e palcoscenico di gran premi sempre interessanti, il Carlos Pace non è tra le piste preferite da Ricciardo: «Il Gran Premio del Brasile è fantastico, c’è un’atmosfera grandiosa, in una città emozionante, ma la pista non fa per me. Non c’è un curva che ti dia vero appagamento, non voglio farlo passare per circuito noioso, perché non lo è, ma come in Russia: manca una curva che ti faccia andare al limite, dire Woooo-Hoooo!». Eppure, sulla carta ci sarebbe la curva della Ferradura, a introdurre nel misto, molto interessante; di certo, è tracciato particolarmente corto in termini sia di tempo sul giro che di sviluppo metrico: «Servirebbero un po’ di curve in più e qualcuna davvero da alta velocità. Un paio sembrano buone sulla carta, ma a causa dell’inclinazione non hai realmente l’aderenza necessaria per buttarti dentro a tutta». In compenso, lodi al cibo locale e alla passione dei tifosi, da parte di Daniel. Prospettiva diversa per Kvyat, al quale non dispiace la pista, sulla quale debuttò con la Toro Rosso nelle prove libere del 2013, allora alla seconda uscita ufficiale con il team di Faenza. «E’ un bel circuito, un classico. Veloce e con alcuni buoni punti per attaccare, è piacevole guidarci e si sviluppa in modo lineare, offrendo qualche curva veloce e divertente». Fabiano Polimeni