Lewis Hamilton è uno che difficilmente risulta appagato e ci teneva a vincere su una pista, Interlagos, dove ancora non è salito al vertice del podio. Ci ha provato al via ma stavolta Rosberg si è difeso senza lasciare spazi, poi si è fatto sotto ad un certo punto della gara, ma non è mai riuscito a portare un vero attacco, a trovare un varco. Anzi alla fine si è ritrovato pure con le gomme finite (fattore che giustifica i quasi 8" di distacco al traguardo, da 2°) giusto per togliere dubbi se avesse davvero spinto o no, pur con l'innegabile condizionamento delle turbolenze in scia, e se il terzo pitstop fosse inutile o solo a vantaggio del compagno-rivale. In effetti, da parte sua Hamilton lo ammette e concede anche un riconoscimento al vincitore: «Credo che la strategia sia stata buona. Mi aspettavo, o meglio il team si aspettava che le gomme sarebbero durate di più, e io non ne ero sicuro fin dall’inizio. Io amo questa pista, la adoro, però è davvero difficile superare qui. Non so se dietro ci sono stati sorpassi. Ma qui non si riesce. Ti avvicini a pochi decimi da chi è davanti, poi perdi carico aerodinamico e non riesci a essere più vicino. E il Drs non si riesce a usare a lungo per fare la differenza. Cercavo un’opzione tattica diversa in gara, ma non c’era modo di inventarsi nulla. Quella a tre soste sulla carta era più lenta, ma poi si è rivelata la scelta migliore perché le gomme rendevano meglio. Comunque Nico ha fatto una gara fantastica». Maurizio Voltini