GP Azerbaijan, il crollo del petrolio non aiuta

GP Azerbaijan, il crollo del petrolio non aiuta
A Baku si correrà a giugno, ma voci interne spingono per la cancellazione con l’economia del paese fiaccata

21.01.2016 ( Aggiornata il 21.01.2016 12:31 )

Il continuo calo dei prezzi del petrolio si porta dietro conseguenze critiche per le economie basate sull’estrazione e l’esportazione del greggio. E i risvolti sul versante sportivo, nello specifico sul fronte della Formula 1 non tardano a farsi sentire. Dopo le indiscrezioni di un Maldonado a rischio in Renault per le difficoltà della compagnia PDVSA a garantire la cospicua sponsorizzazione che ha potuto elargire negli ultimi anni, emergono segnali di allarme in un paese che ospiterà per la prima volta la Formula 1 quest’anno: l’Azerbaijan. I lavori per la realizzazione del circuito cittadino a Baku proseguono, non senza dubbi da parte degli analisti e tra le proteste generali della popolazione, relativamente alla crisi economica causata dal crollo del prezzo del petrolio e il conseguente aumento dei prezzi. «L’Azerbaijan è un paese che si regge sul petrolio e i prezzi del barile e dei derivati sono diminuiti di tre volte dall’inizio del 2015. Questo significa che le entrate per il paese sono anch’esse tre volte inferiori», l’analisi di Ali Hasanov, consulente presidenziale, riportate dall’agenzia Azertac. Le pressioni interne perché non si disputi il gran premio sono sempre maggiori. Indiscrezioni alle quali si aggiunge il “consiglio” di un economista, Natig Jafarly: «Il governo ha dovuto tagliare le spese perché il bilancio si basava su un prezzo del barile a 50 dollari (oggi siamo a circa 26 dollari/barile; ndr). Il miglior modo per risparmiare, al momento, è cancellare il gran premio e i giochi islamici 2017». Timori ritenuti infondati dagli organizzatori, che escludono si possano avere ripercussioni dalla svalutazione della moneta locale (Manat) sulla gara. «Il budget per il Gran Premio d’Europa è stato approvato e calcolato inizialmente in dollari, pertanto non ci aspettiamo alcun cambiamento all’attuale budget per l’evento», il commento giunto dai responsabili del circuito. Poi, aggiungono: «Il Baku City Circuit condivide le preoccupazioni di tutti per l’attuale svalutazione e accetta che la realizzazione di un evento di tale portata richieda un supporto finanziario importante. Comunque, vogliamo ancora una volta sottolineare che l’impatto economico generale, a breve e lungo termine, diretto e indiretto, creato dal gran premio di Formula 1 sarà di enorme beneficio per l’economia nazionale». Si spera che si inneschi un effetto volano dalle presenze turistiche nell’area, inoltre si guarda alle opportunità lavorative collegate al gran premio. «Non solo la gara giocherà un ruolo importante nell’aiutare la ripresa a breve termine, ma nel guidare l’economia nazionale in avanti negli anni a seguire, andando oltre le attuali preoccupazioni». Fabiano Polimeni

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