Austin ci sarà. E’ l’annuncio dell’organizzatore Bobby Epstein, dopo mesi nei quali la presenza il calendario del Gran Premio degli USA era stata messa a serio rischio a causa dei ridotti trasferimenti statali, quantificabili in un 20% in meno, frutto di un differente sistema di calcolo degli introiti generati dalla corsa, secondo chi gestisce il Circuit of the Americas. «Siamo felici di confermare il ritorno della Formula 1 ad Austin. Sin dal primo istante in cui abbiamo organizzato l’evento nel 2012, abbiamo maturato tanta esperienza, che ci ha permesso di apportare miglioramenti significativi anno dopo anno e siamo fiduciosi che il GP degli USA continuerà a essere una gara di spicco nel calendario», le parole di Epstein. Il maltempo abbattutosi nel week end dell’edizione 2015 non ha aiutato gli organizzatori in termini di biglietti venduti e ciò ha avuto ripercussioni sul volume d’affari generato complessivamente e, di conseguenza, sui trasferimenti statali per l’organizzazione della gara. «Sapevamo di voler proseguire, era una questione di poterlo fare in un modo sano, rendere l’organizzazione finanziariamente sostenibile e abbiamo ragione di credere che lo stato sarà un buon partner». Un intervento cruciale è arrivato dall’accordo raggiunto tra organizzatori e il fisco a febbraio, che ha portato un taglio della rendita considerata per il circuito di 180 milioni di dollari, con ripercussioni (positive) evidenti sulle tasse da pagare. Per un evento che si mette al sicuro, ce n’è un altro chiamato a mettere a punto dei dettagli. Ovviamente si ragiona sempre di sostenibilità finanziaria e costi da tagliare. A Interlagos, dopo che Ecclestone a Sky Sports News ha sollevato la possibilità che il Gran Premio possa essere a rischio e che sono in corso delle trattative, rassicurano. «Bernie ha parlato di cose ovvie, quando dice che stiamo lavorando per risolvere i problemi fa riferimento agli sforzi compiuti per diminuire i costi organizzativi. Faccio un esempio: ho richiesto in prima persona al presidente Todt uno studio per ridurre i costi dello staff medico richiesto dalla FIA e mi ha risposto prontamente», spiega ai microfoni di Grande Premio l’organizzatore Tamas Rohonyi, riconoscendo al tempo stesso che «mettere in piedi un evento internazionale importante nella situazione attuale è difficile. Non è impossibile. Sarà fatto come da contratto, in vigore almeno fino al 2020. Bernie non si riferiva al 2016, ma serve un processo che è in corso per riconfigurare le spese in futuro. E’ un dato inconfutabile che tutte le gare non finanziate dai governi si trovano di fronte a difficoltà, a causa dei costi astronomici». Fabiano Polimeni