Fra i protagonisti della conferenza stampa di inizio campionato con i piloti, era anche Sebastian Vettel. «Credo che avremo il potenziale per arrivare a dare filo da torcere alla Mercedes. Il vero problema è se questo avverrà in tempo, sufficientemente presto. Dobbiamo essere obiettivi, ribaltare la situazione dell'anno scorso non è facile, anche perché non sappiamo dire a che punto sia esattamente la Mercedes». C'è qualche punto debole nella Ferrari di quest'anno? «Probabilmente la prestazione in qualifica: solitamente la velocità in qualifica rispetta la performance pura della macchina. Non è un segreto: sappiamo di essere dietro quest'anno come lo siamo stati l'anno scorso. Ma cerchiamo di avvicinarci ancor di più al vertice, sappiamo cosa fare e dove andare, per cui passo dopo passo miglioreremo». Invece il punto di forza della SF16-H? «Abbiamo lavorato sodo e il progetto è iniziato molto presto, e anche per questo credo sta stato fatto un passo avanti importante, un miglioramento complessivo. Abbiamo lavorato per essere più veloci in partenza. Ma sappiamo che la nostra sfida è molto, molto grande: la Mercedes ha messo basi solide nell'intero pacchetto, non solo motore ma anche macchina. In più per noi c'è la difficoltà di partire con una macchina completamente nuova. Credo ci sia poco da inventarsi: loro sono ancora i favoriti, ma noi siamo più vicini rispetto all'anno scorso, e poi andremo più forte ancora». Tu e Lewis avete stili e caratteri diversi; come definiresti il tuo, di stile? «Rispetto a lui non ho ancora molto capito certe tecnologie moderne. Ma ognuno sceglie il proprio stile e le cose che gli piacciono. Tutte e due però amiamo le corse. Poi c'è chi pensa alla pista, chi alla pizza, e chi ci mette molti ingredienti…». Il discorso passa quindi a come Sebastian ha "battezzato" la sua Ferrari: perché gli hai dato il nome di una pizza? «Ma no, Margherita è soprattutto un nome proprio, non solo di una pizza. La prima cosa che ti viene in mente se guardi la macchina, è un nome. Prima era Eva, ora è Margherita, perché è un nome che mi piace». «È perché è il nome di una pizza», interviene ridendo Daniel Ricciardo. E proprio relativamente al pilota australiano, viene chiesto se piacerebbe tornare ad essere ancora compagni di squadra: «Mah, forse se venisse sui social media… - risponde Ricciardo - Però io vado anche spesso in giro in mutande, se a lui va bene…». «Guarda che non ballerò con te in pitlane», avverte invece Vettel. Che poi in modo più serio aggiunge: «Non mi dispiacerebbe, non ci sono mai stati problemi fra noi due. Anche se devo ricordare che gli ultimi anni erano stati positivi per lui ma non per me. Ma l'importante è andare d'accordo e ripeto che non ci sono mai stati problemi fra noi». Maurizio Voltini