Purtroppo per gli appassionati che vorrebbero parlare più del pilotaggio e delle gesta dei piloti che non delle "strategie gommistiche", questa della F1 in Cina si prospetta invece come una gara in cui la gestione dei pneumatici sarà probabilmente ancor più fondamentale delle due precedenti. Questo perché già "di suo" la pista di Shanghai stressa di più le gomme, poi perché la pioggia del sabato mattina ha "lavato" il fondo rendendolo meno ideale da questo punto di vista. Per questi motivi non solo la strategia su tre pit-stop appare quasi obbligata, ma ci si dovrà orientare su mescole meno morbide rispetto a quanto successo per esempio in Bahrain. Al momento, stando a quanto fanno sapere i tecnici della Pirelli, le tattiche più veloci sarebbero due (pressoché equivalenti) a seconda della mescola utilizzata in partenza. La prima vede sostituire le supersoft del via con tre set di soft, nell'alternanza SS-S-S-S, con pit ai giri 11-26-41 sui 56 di gara. Partendo con le soft, invece, si suggerisce l'alternanza S-S-S-SS con soste ai giri 16-31-46. Per la Pirelli sarebbe possibile, ma meno veloce, anche una strategia S-S-S-M (15-28-42) montando le gomme a mescola media per i 14 giri finali. Molto rischiosa e soprattutto decisamente più lenta, sebbene forse non impossibile per certe macchine e taluni piloti, anche una tattica SS-S-S a due sole soste, comunque sconsigliata. Tornando quindi alle tattiche più probabili, ricordiamo che fra i primi dieci in griglia solo Rosberg partirà (dalla pole) con gomme soft, contro le supersoft degli altri. Ciò apre interessanti possibilità, come scenario di gara. Avere gomme più morbide potrebbe favorire i rivali diretti del tedesco, vale a dire Ricciardo, Raikkonen e Vettel, almeno nei giri iniziali. C'è da vedere se la Mercedes risulterà davvero più rapida dei 0"8 medi al giro di differenza fra le due mescole, e se invece un avversario la sopravanzasse al via o poco dopo, questa si troverebbe la gara condizionata. Ma è pur vero che, anche nel caso sfavorevole, dopo i primi pit-stop Rosberg, su una differente strategia, sarebbe magari meno coinvolto nelle situazioni di traffico, potendo così recuperare al di là degli undercut. Nondimeno, impiegare la mescola più morbida disponibile (supersoft rossa) solo nell'ultimo stint, quindi a macchina più scarica e pista più gommata, sembrerebbe la mossa più indicata per una monoposto, la W07, che tende a farla degradare eccessivamente. In generale ci sarà da porre una certa attenzione a non far riscaldare troppo i pneumatici anche per via di pressioni minime regolamentari relativamente alte, fattore di cui si era già lamentato Grosjean, e questo potrebbe favorire alla distanza le Ferrari. Insomma, le possibilità strategiche appaiono varie e variabili, ma soprattutto stavolta come non mai sembra chiaro dipenderanno da ciò che succederà nei primi chilometri dopo il via (se non addirittura nei primi metri). Sarà quindi interessante vedere come si svolgerà la gara in sé e come i vari protagonisti si adatteranno alle situazioni. E se Vettel avrà modo di sfruttare il set di supersoft nuove risparmiato in qualifica (unico fra i primi dieci ad averle). Aggiungendo dunque qualcosa di personale a quello che altrimenti sarebbe un semplice rimescolamento di valori, dovuto alle tre mescole disponibili con le relative variabili. Maurizio Voltini Disponibilità