Zero punti come Sauber e Manor. Palmer ultimo in Cina e Magnussen appena 17mo. In casa Renault è un eufemismo dire che c’è tanto lavoro da fare. Prevedibile e messo in conto sin dalla presentazione del team a Parigi, il progetto dovrà dare i suoi frutti su altri orizzonti temporali, 3 anni di tempo per essere della partita con i migliori. Visto il rendimento Red Bull, con ben altro telaio, non sembra certo la power unit l’imputato numero 1 dell’assenza di prestazioni. Alla vigilia del campionato, Magnussen immaginava un possibile arrivo in zona punti come miglior risultato. Quella top ten, oggi, è molto distante. Fa autocritica Cyril Abiteboul, senza nascondere i problemi: «Possiamo dire che è stato un disastro, non dobbiamo vergognarci, non è andata bene», spiega riferendosi all’ultima gara. «Dobbiamo concentrarci sulla macchina e non ci sono scuse che tengano. E’ vero, abbiamo iniziato tardi e la macchina era progettata per un motore Mercedes, ma non ci sono ragioni per l’assenza di progressi. Non avevamo scuse per il lavoro fatto sul motore e, oggi, non ne abbiamo per il lavoro sul telaio, quindi, guardiamo avanti», dichiara ad Autosport. La scelta più saggia potrebbe essere quella di concentrarsi direttamente sullo sviluppo del progetto 2017, destinando tempo e risorse al futuro. Analizzando gli attuali punti critici, Abiteboul pone l’accento sulle gomme: «Gran parte dei problemi arrivano da quell’area. Dobbiamo capirle meglio, vedo che nel momento in cui non riusciamo a girare al venerdì, tutto si ripercuote sulla gara». Progressi che dovranno continuare su due fronti, la power unit – con ancora tanti gettoni, più di chiunque altro, da spendere – e il telaio. La fiducia che un recupero, in prospettiva, sia possibile, arriva proprio dal passo in avanti compiuto sul motore dallo scorso anno a oggi: «Ci siamo concentrati sul propulsore ed è stato fatto un duro lavoro, arriverà ancora molto da lì e andrà a vantaggio di tutte le quattro macchine che motorizziamo. Quando ci concentriamo su qualcosa, possiamo attenderci dei miglioramenti».