Conferma di averlo avvisato personalmente del cambio di casacca, Helmut Marko. Poi spiega le ragioni alla base della scelta di sostituire Daniil Kvyat con Max Verstappen dal prossimo Gran Premio di Spagna e va al di là dell’episodio in Russia, nel quale, beninteso, a dar parecchio fastidio ai vertici della Red Bull è stato soprattutto il filotto di conseguenze generato tra curva 2 e 3 nelle gare di Ricciardo, Sainz – indirettamente – e Kvyat stesso. Zero punti domenica sera con due team in pista. Red Bull, Verstappen al posto di Kvyat Le ragioni alla base dell’avvicendamento sono anche altre, «è anzitutto un provvedimento per allontanare la pressione su Daniil, che quest’anno non ha mostrato le stesse prestazioni dell’anno scorso, essendo dai 3 ai 5 decimi più lento di Ricciardo, mentre nel 2015 era allo stesso livello». Ha deluso profondamente nelle prime due qualifiche dell’anno, fuori troppo presto in Australia e Bahrain per la macchina che si ritrovava. In gara, invece, l’affidabilità l’ha appiedato ancor prima di partire a Melbourne, mentre a Sakhir è riuscito a guadagnare i primi punti, comunque alle spalle di Ricciardo. C’è poi la Cina, ottimo terzo posto, da bilanciare con la prestazione del compagno di box, in bagarre con Rosberg al comando della corsa finché una foratura non l’ha estromesso e costretto a un recupero dalle retrovie. «E’ stato molto inconsistente, ha avuto tanti alti e bassi; a volte è andato bene come in Cina, ma è stato lui stesso a mettersi tanta pressione. L’incidente di Sochi è una conseguenza di questa situazione, una pressione interna che non è stata creata dal team», spiega Marko in un’intervista a Motorsport Total. Il fiato sul collo dei Verstappen – non solo Max, con le sue prestazioni, ma dello stesso Jos, ripetutamente a reclamare un top team per il 2017 – ha contribuito in maniera decisiva nell’equilibrio di Kvyat. Avrà l’occasione per “rigenerarsi” in un ambiente più tranquillo, quello Toro Rosso, e Marko ribadisce come non si tratti una bocciatura senza appello quella arrivata con il taglio dalla Red Bull Racing. L’impressione, a ben vedere, sembrerebbe un’altra. Verstappen: Red Bull è un’opportunità fantastica «Ora abbiamo il lusso di poter recuperare il suo morale di nuovo alla Toro Rosso. Grosjean si è trovato in una posizione simile, facendo incidenti di continuo e noi volevamo evitarlo. Dall’altra parte, in Toro Rosso c’era un malessere tra Verstappen e Sainz, internamente abbiamo avuto diversi problemi. Kvyat resta all’interno della squadra Red Bull, Toro Rosso è un buon team di metà classifica, che deve perfezionare il potenziale, sia della macchina che dei piloti, per arrivare costantemente in zona punti». In “prima squadra”, invece, sarà confronto che si annuncia caldo. L’occasione, a dire del consulente Red Bull, sarà buona per fare anche altre valutazioni: «Adesso avremo Ricciardo e Verstappen fianco a fianco e potremo valutarli attentamente, come faremo con Kvyat e Sainz. Questo renderà le decisioni future più semplici, ma torno al punto d’origine: tutti i nostri quattro piloti hanno contratti a lungo termine». Diciassette gare per fugare ogni dubbio sul valore di ognuno dei galli nel pollaio, in sintesi. Fabiano Polimeni