L’accordo è stato raggiunto, ma i distinguo sulle nuove norme che regolamenteranno le power unit per il 2017 e gli anni a seguire restano. In Honda, Hasegawa ha messo in dubbio l’opportunità di un intervento per amplificare il sound, non ritenendolo un problema immediato; poi è stato il turno di Ron Dennis, che nonostante il regolamento prescriva la garanzia di fornitura di un motore per ogni team, avrebbe ribadito a Christian Horner come il rapporto McLaren-Honda continuerà a essere esclusivo. Restando in casa Red Bull, non manca di far sentire la propria voce Helmut Marko, per il quale l’accordo raggiunto a Sochi «è un passo almeno nella giusta direzione. Come sempre, però, il diavolo si nasconde nei dettagli. Il prezzo dal quale la riduzione dovrebbe essere applicata non era stato fissato». Fa riferimento alla progressiva riduzione del prezzo della fornitura, da raggiungere standardizzando molte componenti della parte ibrida, limitando lo sviluppo su materiali, riducendo la disponibilità di power unit di un’unità a stagione, a seconda del numero di gare in calendario fino a 3 per pilota. «Abbiamo variazioni nel prezzo dei motori dai 16 ai 28 milioni di euro, questo è il primo problema. Poi resta aperto come funzionerà la convergenza delle prestazioni: se riusciremo davvero a stare entro i 3 decimi di secondo che sono stati calcolati, allora per noi va bene, ma non sembrano esserci garanzie sul punto». Ecclestone è stato radicale su questo fronte: senza un chiaro equilibrio tra le varie power unit, tutti gli accordi torneranno in discussione. Non è un caso che in Red Bull spingano per assicurarsi che la convergenza delle prestazioni sia assicurata, con quel telaio che si ritrovano: «Se il gap non sarà più di 3 decimi, avremo tutte le possibilità di fare qualcosa con il nostro telaio. Ci riporterebbe in una posizione nella quale torneremmo a vincere le gare e lottare per il mondiale. Ribadisco, tutto dipende dal fatto che venga applicato il regolamento come è stato scritto e deciso». Nelle giornate immediatamente antecedenti la votazione del nuovo pacchetto di misure regolamentari, Toto Wolff non aveva fatto mancare le sue considerazioni, scettico sulla necessità di apportare un radicale cambiamento nel 2017. E Marko non condivide affatto la visione Mercedes: «Puntava a non perdere alcun vantaggio. Ora, tutti i team avranno di nuovo l’opportunità di chiudere il divario. Probabilmente noi saremo i maggiori beneficiari, così come eravamo davanti in passato quando sono stati introdotti nuovi regolamenti. Vogliamo essere di nuovo competitivi e crediamo che le gare debbano essere emozionanti e non così prevedibili». Altra differenza di visione con Wolff, a mettere in dubbio la necessità di un cambio regolamentare proprio quando le prestazioni si stanno avvicinando tra i vari team e le prime gare del 2016 hanno offerto uno spettacolo interessante. «Solo a metà gruppo», sottolinea, invece, Marko. «Le gare a metà schieramento sono state frizzanti, ma quando si tratta di vincere la gara sai che sarà un pilota Mercedes, quello che girerà davanti alla prima curva. Siamo fiduciosi che tutto questo cambierà». Voltandosi indietro a pochi giorni fa, al Gran Premio di Russia, fa il punto sullo stato di forma Red Bull. Si è parlato quasi esclusivamente delle vicende di domenica a Sochi, del pasticcio combinato da Kvyat, ma le due RB12 hanno sofferto una pista impegnativa sulla power unit: «La potenza lì è importantissima, l’abbiamo visto in qualifica, quando siamo arretrati e ci troviamo di nuovo sui livelli della Williams. Quel che aspettiamo adesso è il prossimo aggiornamento della power unit, scoprire quanto sarà potente: siamo ottimisti, se i dati sono giusti, dovrebbe riportarci in una condizione nella quale possiamo vincere di nuovo delle gare su piste come Budapest e Singapore». Step che è atteso in Canada, tuttavia, già a Barcellona Ricciardo e Verstappen avranno dalla loro un circuito che potrà esaltare le caratteristiche aerodinamiche e telaistiche della monoposto. Immaginando, infine, un futuro della Formula 1 senza Ecclestone, Marko è assolutamente d’accordo sulla necessità che ci sia un “dittatore” a fare da guida unica, ma non si sbilancia nel fare nomi. Recentemente è circolato nel paddock quello di Niki Lauda che avrebbe il sostegno di Mercedes e non sarebbe inviso alla Ferrari. Scenari da definire ancora. Sul tema, l’analisi del consulente Red Bull è chiara e parte della scuderie, che dovranno rinunciare al loro potere attuale e concentrarsi sulle corse, scenario che non si verificherà «prima del nuovo Patto della Concordia». Quale sarebbe la figura ideale per guidare la Formula 1? «Non troveremo tutte le caratteristiche in una persona come accade oggi con Bernie. Serve un uomo d’affari scaltro, un mago del marketing che conosca lo sport e abbia i collegamenti politici. Probabilmente stiamo cercando un “coltellino svizzero” che abbia tutto quel che serve per la sopravvivenza!»   Fabiano Polimeni