Asfalto abrasivo, lunghe curve in appoggio, elevato carico aerodinamico. Di elementi per mettere alla frusta le coperture Pirelli, al Montmelo, ce ne sono in abbondanza. Si torna a girare al Montmelo dopo i test invernali, ma le condizioni non potrebbero essere più diverse, perché tutt’altre temperature attendono squadre e piloti. Basti pensare che lo scorso anno, in gara, l’asfalto oscillò tra i 45 e 52° C. Furono le gomme medie e dure a sostenere la sfida, con un’alternanza di strategie, tra le due e le tre soste. Rosberg ebbe la meglio fermandosi due volte (partenza sulle medie, primo pit al 15mo giro confermando le gomme bianche e ultima sosta al giro 44 per passare alle dure), Hamilton, secondo, riuscì a massimizzare le tre fermate, montando la gomma dura nel penultimo stint.

Domenica sarà un’altra storia, perché i primi 10 in griglia partiranno con gomme morbide, quelle utilizzate in Q2 e accreditate di un vantaggio cronometrico sulle medie pari a 1”. Si preannuncia, però, uno stint di gara iniziale ridotto, perché a fronte della maggior velocità assicurata dal compound giallo, soffrirà un degrado e usura superiori alla mescola media. In inverno è stata l’unica specifica provata da Hamilton e Rosberg, da venerdì si misurerà il comportamento con temperature più elevate, per capire quale strategia mettere in campo in gara. Durante i test, sempre osservando il delta prestazionale tra mescole, si riscontrò un divario di 5 decimi tra medie e dure, chiaramente da confermare in condizioni climatiche che il periodo vorrebbe differenti, anche se le prime previsioni meteo dicono di un rischio pioggia al venerdì e temperature ambientali sotto i 20° C nel week end.

Previsioni tutte da confermare nei prossimi giorni. «La Spagna rappresenta sempre un test importante per i pneumatici per via degli alti carichi di energia generati dal circuito, e quest’anno lo sarà ancora di più, anche perché nelle loro scelte i team hanno preferito le mescole più morbide. Ovviamente potranno basarsi sui dati raccolti durante i test pre-stagione, ma in questa fase dell’anno ci aspettiamo temperature molto più alte. Di conseguenza dovremmo avere consumo e degrado più elevati e quindi più pit stop, con molte variabili in termini di strategia durante la gara», anticipa Paul Hembery. Il Montmelo si pone quasi ai vertici della scala Pirelli per quanto riguarda stress sulle coperture, aderenza dell’asfalto, forze laterali generate e abrasione del manto. La gomma più sollecitata è l’anteriore sinistra, copertura in appoggio sulla curva 3, lunga destra in costante accelerazione uscendo dalla destra-sinistra in fondo al rettilineo di partenza.

Anche curva 4 impegna il treno anteriore, così come la veloce curva Campsa e il misto finale prima della lenta chicane. Il lavoro Pirelli prosegue su due fronti separati. Se, da un lato, c’è la stretta attualità di un week end di gara nel quale tutte le scuderie si sono sbilanciate nelle loro scelte verso le mescole più “morbide” (medie e morbide), limitando allo stretto necessario l’allocazione di mescole dure, dall’altro, il gommista ha svolto due test con la Ferrari F14-T guidata da Jean Eric Vergne nei giorni scorsi. Alla prima uscita a Fiorano, Pirelli di aver girato anche al Mugello per verificare le prime soluzioni tecniche in ottica 2017 su gomme dalle dimensioni 2016. Un’altra puntualizzazione della casa della P lunga riguarda le voci dell’ingaggio di un collaudatore per svolgere le prove di sviluppo nei mesi a seguire. Smentiscono di aver già raggiunto un accordo in questa fase (il nome di Maldonado era ricorrente) e confermano che fino a luglio saranno per la maggior parte gireranno i piloti delle scuderie che metteranno a disposizione lemacchine 2014 o 2013 per lo sviluppo delle soluzioni prototipali delle gomme . anteprima-pirelli-gp-spagna