A Montmelò, nella calma da motori spenti del giovedi, non si è parlato d'altro che dello scambio Kvyat-Verstappen. I due piloti sono stati fianco a fianco alla conferenza stampa ma sono rimasti abbottonatissimi. Il gelo si leggeva pesante nella sala delle conferenze. Poi Alonso e Hamilton ci hanno ironizzato sopra, con un divertente siparietto nella conferenza stampa. A un certo punto Fernando, esasperato dalle tante domande sull'argomento, si è lasciato sfuggire - con un sorriso - rivolto a Hamilton: “Ma perché, hanno cambiato i piloti?”. E Lewis per stare al gioco gli ha risposto: “Non ne ho idea”. Risata generale che ha appianato la tensione.

Chi ha commentato più di tutti la cosa è stato invece Vettel anche perché lui è stato il protagonista diretto del “fattaccio” che ha innescato la polemica fra Kvyat e il suo team. E anche perché in passato ha compiuto lo stesso salto di Verstappen, da Toro Rosso a Red Bull.

“Non c'entro niente in quella vicenda – spiega Vettel io l'ho saputo dopo, come tutti voi. So solo che Kvyat dopo il Gp mi ha telefonato mentre ero in aeroporto, e ha ammesso con me l'errore che aveva fatto. Lo apprezzo. Ora non so quanto abbia inciso questo, ma credo siano altre le ragioni per il cambio di piloti. Questa scelta ha molto più a che vedere con la politica dei giovani che Red Bull ha sempre seguito. Spendono un sacco di soldi per lanciare i giovani in F1. E li fanno correre perché fare solo le giornate del venerdi mattina come fanno altri serve a poco. Se vuoi migliorare devi stare in macchina e guidare per tante ore. Anche io nel 2009 ebbi la mia chance passando al team principale dalla Toro. Mi spiace per Daniil, ma sono le regole di questo gioco. Se poi sia stata una mossa elegante o no quella della Red Bull, non sta a me dirlo. Kvyat deve rendersi però conto che le due auto (Toro e Red Bull, ndr) hanno performance non tanto dissimili.  Lui è naturalmente veloce. A Verstappen dico invece che ha una grossa occasione adesso e deve coglierla al meglio”.

Alla fine però la notizia più curiosa è stato scoprire da Kvyat come ha scoperto di essere stato scaricato dalla Red Bull e relegato alla Toro. Il russo nelle dichiarazioni, pur facendo trapelare la delusione, ha cercato di fare buon viso a cattivo gioco davanti alle telecamere: “Ovviamente la decisione per me è stata scioccante, ma è stata quel che è stata”. Non potevamo aspettarci  attacchi pesanti al suo capo, Marko, che Red Bull o Toro Rosso, è tuttora il suo datore di lavoro. Ma è curiosa - e per certi versi inquietante - sapere le circostanze in cui è stato informato: “Stavo guardando un serial tv a casa (in Russia, ndr) ed è squillato il telefono. Era il dr. Marko. Che mi ha dato la notizia. Come ho reagito? Sono tornato a vedere la tv!”. Più freddo di così! Ma almeno abbiamo capito che Kvyat è un fan di “Il trono di spade” perché è quello il serial tv che stava seguendo!