Un anno fa ripartirono da Montecarlo con stati d'animo molto diversi, Daniil Kvyat e Max Verstappen. Uno, protagonista di una gara consistente, leale nei confronti del compagno di scuderia e un quarto posto sotto la bandiera a scacchi. L'altro, al primo importante botto in carriera. Toro Rosso contro le barriere a Sainte-Devote, dopo lo scontro con la Lotus di Grosjean. Oggi, Kvyat e Verstappen si accingono al week end nel Principato probabilmente con le medesime, opposte, sensazioni.

Ma il russo torna sui fatti che lo hanno visto retrocesso dalla Red Bull alla Toro Rosso, per dire che lui, anche quest'anno, sarebbe stato in grado di far meglio di Ricciardo. «Le circostanze nelle quali sono approdato in Red Bull erano quelle di una macchina peggiore dell'anno precedente.  E' facile far sembrare tutto fantastico per un pilota al primo anno. Credo che la situazione allora non fosse favorevole ma poi è andata migliorando e nella seconda parte del campionato per me in Red Bull è stata buona, stabile».

Monaco segnò la ripresa di Daniil, o quantomeno un barlume di competitività per una Red Bull che aveva iniziato il campionato con un clamoroso passo indietro sul 2014. «Iniziai a fare le prestazioni di Daniel e a batterlo. Ho fatto più punti di lui e sarebbe andata allo stesso modo quest'anno. Tutti i discorsi su un approdo prematuro  in Red Bull sono str****te». 

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Dopo l'esordio difficile di Barcellona, Kvyat ha avuto a disposizione un'intera giornata di test per entrare in confidenza con la STR11 e  adeguare il proprio stile di guida. Il prossimo passo sarà essere competitivo e battere Sainz, per immaginare ancora futuro in Formula 1. Chi fa il tifo perché ci riesca è Alexander Wurz, presidente della GPDA, che sottolinea: «Questa fase della sua vita è molto formativa dal punto di vista caratteriale, e non è semplice. Ma in prospettiva lo renderà più forte. Mi auguro si riprenda, perché si trova in una situazione "crudele" per un giovane. Daniil mi piace parecchio, è un bravo ragazzo e ha la testa sulle spalle, oltre a essere molto veloce.

Ci troviamo in un ambiente dominato dalle prestazioni, è nelle sue mani la possibilità di recuperare e dimostrare che merita una Red Bull e un sedile di primo piano».

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