A Montecarlo è tornato al successo, il 44mo in carriera, e in un colpo solo ha dato una sforbiciata netta al divario in classifica da Nico Rosberg. Viaggia verso Montreal senza dubbi sulla propria forza, Lewis Hamilton«Ho dimostrato di essere forte come sempre e lo sarò per il resto dell'anno». Dall'altro lato del box c'è il leader del mondiale, protagonista di una battuta d'arresto inattesa, perché arrivata in casa, su una pista che l'aveva visto esprimersi al meglio nelle ultime stagioni. «Mi aspettavo ed ero preparato ad alcune gare difficili dopo un inizio di stagione eccezionale. E' qui che l'esperienza mi è stata d'aiuto; spero di aver esaurito tutta la sfortuna in una gara, perciò adesso di nuovo avanti tutta!», racconta Rosberg in vista della prossima tappa del mondiale, il Gran Premio del Canada.

Non ha mai avuto una chance vera di poter contendere la vittoria a Hamilton l'anno scorso, si augura però che sia di nuovo una partita a due, senza l'insidia Red Bull, in grado di imporsi a Montecarlo di pura prestazione in qualifica e in gara, episodio clamoroso del pit-stop a parte: «Sarà interessante capire dove sarà la Red Bull, speriamo di essere di nuovo un po' davanti, vedremo. La pista è fantastica e sono certo che la macchina andrà alla grande anche a Montreal».

C'è la consapevolezza di un pacchetto ravvicinato al vertice, non più un affare a due, Mercedes-Ferrari, ma il terzo incomodo che, su certe piste, probabilmente non Montreal, può permettersi il lusso anche di essere davanti. «Siamo la squadra più grande tra tutte, ma siamo sotto pressione da parte dei nostri avversari come mai prima d'ora, è importante affinare ogni debolezza», le parole di Hamilton.«E' stato grandioso tornare sul gradino più alto dopo una corsa dura, ha rappresentato anche una grande spinta nella fiducia dei meccanici. Resta, nonostante ciò, tanta strada da fare e abbiamo visto nelle prime sei gare che tutto è possibile e inevitabilmente ci saranno fasi altalenanti».

Montreal, tormento per freni, gomme e benzina

Devono lavorare soprattutto sull'affidabilità in Mercedes, oltre a capire cosa non ha funzionato a Monaco sulla macchina di Rosberg, il perché non riuscisse a far lavorare le gomme da bagnato come avrebbero dovuto. Sul primo punto, Toto Wolff va oltre: «C'è chiaramente del lavoro da fare, resta del margine per migliorare l'affidabilità, ma la spinta per ricercare maggior prestazione è diventata sempre più importante. Conservare qualsiasi vantaggio rappresenta una battaglia continua e la pressione andrà solo ad aumentare».

Quanto alle gomme e ai problemi avuti da Rosberg, Paddy Lowe resta abbottonato: «Abbiamo riposto tutto l'impegno per capire il perché del pomeriggio difficile di Nico a Monaco e abbiamo ricevuto delle intuizioni che ci porteremo per le prossime gare». Come già anticipato dalla Pirelli, il secondo assaggio delle gomme Ultrasoft potrebbe portare esiti piuttosto diversi da quanto visto a Monaco e Lowe supporta tale visione: «Dovrebbero portare una notevole diminuzione dei tempi in qualifica, su una pista che è molto più aggressiva di Monaco e la comprensione del miglior modo di utilizzare le Ultrasoft in gara sarà una delle sfide principali».