Montreal dista da Maranello oltre 6.300 chilometri ma per la Scuderia Ferrari il Gran Premio del Canada è quasi una gara di casa. Le Rosse in Quebec hanno vinto ben 11 volte, partendo 6 volte dalla pole, centrando complessivamente 32 podi. Ma non si tratta solo di numeri: nel 1978 (vedi gallery) un commosso Gilles Villeneuve centrò davanti al pubblico di casa la sua prima vittoria in carriera, nonché la prima con Ferrari. Stessa cosa accaduta 17 anni dopo con Jean Alesi che sul circuito intitolato al sopracitato e compianto collega vinse l’unico GP della sua storia in F1. Senza contare i trionfi dell’era Schumacher: Michael, con sette successi, di cui sei con Ferrari, detiene tuttora il record di vittorie

Sebastian Vettel, ancora a secco dopo sei gare, ovviamente ci tiene a far bella figura e possibilmente a vincere, cosa che in Canada gli è capitata una sola volta fino ad oggi: “E’ una gara che piace a tutti i piloti e agli appassionati di Formula 1. E’ un bel circuito anche se non nel senso tradizionale del termine, in quanto semi permanente. E’ uno di quelli vecchio stile, anche se i muri sono vicini, ci sono brusche frenate e le chicanes obbligano a repentini cambi di direzione. Qui è incredibilmente importante calcolare il punto di frenata”. Il tedesco (vedi video) fa ovviamente riferimento al “Muro dei Campioni”, barriera così chiamata perché nel ’99 ci finirono a sbattere i tre iridati Schumacher, Hill e Villeneuve (ovviamente Jacques) e che anche Seb conosce bene: “Per un pilota è una prova molto dura, ma lo è anche per la macchina, per i freni e per le gomme, perché in frenata si decelera molto, per poi accelerare di nuovo. Quindi è davvero importante avere anche una buona trazione”.

“E’ sempre stato uno dei miei circuiti preferiti” racconta Mattia Binotto, Direttore del reparto Power Unit “fatto di lunghi rettilinei, uscite dei tornantini, grandissime frenate, parte mista. E’ una pista molto interessante anche per chi guida, in particolare perché ci sono dei muri che spesso i piloti sfiorano. Per le sue particolarità, quali safety car, pioggia, asciutto, regala sempre gare molto emozionanti. Dopo Monza e Belgio è uno dei più importanti anche da un punto di vista motore. Il lungo rettilineo, quello che precede il traguardo, è un tratto particolare, perché si arriva da un tornantino molto lento, serve molta trazione e si passano tutte le marce, dalla prima fino all’ottava. Qui nei sorpassi i migliori motori possono esprimere la propria potenza. Poter scaricare tutta la potenza implica anche la gestione della componente ibrida. Poi, nella parte mista, bisogna essere in grado di recuperare l’energia e prepararsi ad avere la batteria pronta al massimo per poter utilizzare al meglio su quel rettilineo la potenza elettrica e accelerare il più possibile”.