In occasione della conferenza stampa del giovedì con i piloti, a Montreal, a finire subito sotto i riflettori è stato Daniel Ricciardo che è stato subito portato a spiegare come avesse affrontato la mancata vittoria di Montecarlo, causata dall'errore dei box, dove mancavano le gomme al momento dell'ultimo pit-stop.

«Ho avuto bisogno di qualche giorno per riprendermi e per sbollire dopo Monaco - ha iniziato a dire Ricciardo, che evidentemente aveva davvero "accusato il colpo" - perché dopo la gara non ero nelle condizioni giuste per affrontare il discorso. Così ho staccato per qualche giorno prima di sentire Horner e il mio ingegnere di pista. Abbiamo pensato a cosa era accaduto esattamente, ho sentito le loro spiegazioni e mi è stato assicurato che tutto questo non si ripeterà. Quella è stata una grande delusione per tutto il team, ma adesso è importante voltare pagina».

In che modo si eviterà il ripetere di tali situazioni, esattamente? «Hanno affrontato il problema in sede, hanno fissato nuovi parametri relativi a cosa fare prima e durante i pit-stop per evitare questi errori e fare in modo che tutte le gomme siano pronte nello stesso momento». È possibile che la situazione dei box di Montecarlo abbia causato questi problemi? «Sicuramente la natura di questi box rende più difficile muoversi all'interno del garage, che è molto piccolo. Ma non saprei dire se in un altro circuito tutto questo sarebbe stato evitato. Perché la decisione era stata presa molto tardi solo dopo aver visto cosa faceva Lewis, così c'è stata un po' di confusione e alla fine è successo quello che è successo. Non saprei dire se a Barcellona sarebbe andata diversamente, ma di sicuro non ha aiutato».

Quanto successo in Spagna e a Monaco, ha danneggiato il rapporto con il team? «Sono stato contento di aver mantenuto le distanze per qualche giorno dopo Montecarlo, è stato meglio perché ero stato molto turbato da quelle due opportunità mancate. Sono cose che succedono ed è stato un peccato che oltretutto siano successe consecutivamente. Comunque ho parlato con gli ingegneri, mi è stato chiesto scusa, mi hanno spiegato i cambiamenti che stanno attuando e hanno riconosciuto che è stato commesso un errore anche in occasione della prima sosta: per me in quel momento non era necessario fare il cambio gomme, che mi ha fatto uscire dietro a Lewis. Hanno risposto alle mie domande e verranno adottati provvedimenti sulle strategie: era quello che volevo sentire, per cui ora abbiamo voltato pagina. Negli ultimi quattro weekend abbiamo dimostrato di avere una buona macchina e col materiale a disposizione avremmo dovuto fare molto di più».

Data appunto la competitività messa in mostra dalla Red Bull nelle ultime gare, quali sono le ambizioni per il prosieguo della stagione? «Alla vigilia del campionato non mi aspettavo proprio di poter essere 3° in classifica a questo punto della stagione, ma dopo le ultime gare e i punti persi anche in Russia e in Cina, abbiamo visto che saremmo potuti essere molto più vicini al vertice. Ancora non ho davvero puntato il mirino a quel livello, ma spero di poterlo fare fra un paio di gare, sarebbe una bella storia sportiva». E perché non subito dal Canada? «Questo weekend è molto importante da parte mia e del team: credo che questa gara possa essere rivelatrice, perché se saremo competitivi già qua vorrebbe dire che potremmo davvero lottare per il titolo. Ovviamente nella mia mente penso sempre alla possibilità di una vittoria, ma realisticamente questa è una gara dove le Mercedes sono le più forti e pensiamo di poter comunque essere secondi. Ma sempre ricordando che la Ferrari è lì e non si sa mai…».