Il primo assaggio al volante della Ferrari è durato appena 19 giri, da sommare all'uscita del venerdì con la Haas, prima delle cinque apparizioni previste quest'anno nelle libere. Il meteo al pomeriggio e problemi con una power unit vecchia, hanno limitato il tempo al volante della SF16-H di Charles Leclerc. «Al mattino ho fatto diversi giri sull'asciutto, al pomeriggio non siamo stati aiutati dal tempo, però ringrazio i ragazzi per il lavoro e l'aiuto. E' stato davvero bello. Mi sono sentito benissimo nella macchina», ha raccontato il pilota monegasco della Ferrari Driver Academy.

Nelle tornate utili, il lavoro si è concentrato sull'aerodinamica e la raccolta dati, con le consuete rastrelliere; area, l'aerodinamica, sulla quale già nel week end del Gran Premio di Gran Bretagna si erano registrate modifiche di dettaglio, in particolare con appendici collocate nella zona inferiore della scocca, all'altezza del T-tray, per guidare i flussi verso le pance, nonché una diversa curvatura della paratia esterna dell'ala anteriore e una forma modificata della "gobba" sul profilo principale dell'ala, accanto all'endplate.

Per un Leclerc al debutto con la Ferrari, inevitabile richiamare alla memoria un'altra prima volta, sempre a Silverstone, due anni fa, quando Jules Bianchi girò con la F14-T. «Conoscevo Jules sin da quando eravamo bambini. Era il mio "padrino" e mi ha aiutato in gran parte delle cose legate alle corse. Ovviamente è dura adesso che non c'è più, mi manca il suo aiuto», ha ricordato il monegasco. 

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Oggi come allora si discute delle prospettive di debutto nella massima serie, in Ferrari, per i talenti coltivati dal vivaio della FDA ed è un Leclerc convinto che la chance, per qualcuno, prima o poi arriverà: «Jules era uno dei talenti che sarebbe arrivato alla Ferrari se non fosse successo quel che è accaduto. Sono assolutamente fiducioso che la Driver Academy proporrà qualche pilota che farà il salto "in prima squadra"».

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