Dal muretto è stato costretto a scendere per le vicende legali relative al fallimento della compagnia aerea Kingfisher, con i creditori (17 istituti di credito) che vantano 1,2 miliardi di euro concessi per l'operazione di salvataggio. Un ordine d'arresto internazionale impedisce al team principal della Force India, Vijay Mallya, di seguire sui campi di gara quella che, al momento, è una stagione ampiamente al di sopra dei risultati maturati nel 2015, quando lo slancio verso una decisa competitività arrivò solo dall'Austria in poi.

«Sono molto coinvolto durante le gare, a casa ho una mini centrale di controllo e vedo tutto quel che vedono al muretto, inoltre parlo direttamente con loro: lavoro da casa con un muretto virtuale! Ovviamente, l'esperienza di una presenza fisica a un gran premio non può essere replicata, ma adesso che non sto viaggiando posso dedicare più tempo alla squadra», spiega. Quel tempo che hanno speso bene per sviluppare il progetto 2016 ed evolverlo: «Negli ultimi 18 mesi è stato fatto parecchio lavoro, il successo non è qualcosa che arriva per caso. Abbiamo lavorato duramente, facendo i giusti investimenti sulla giusta tecnologia e adottato una filosofia progettuale alternativa.

L'intenso utilizzo della galleria del vento Toyota a Colonia è un altro pezzo del puzzle, ora che conosciamo meglio la macchina e gli aggiornamenti, ottimizzeremo al meglio tutto sperando di essere ancor più forti per il resto della stagione». Sul versante aerodinamico non usciranno dalla galleria del vento nuovi componenti, si lavora già in ottica 2017. Altre aree verranno curate e affinate.

«In termini di ulteriori sviluppi, abbiamo fermato il programma 2016, ma abbiamo già un modello in scala, al 60%, della macchina 2017. E' la prima volta nella storia della scuderia che abbiamo un modellino al 60%, i regolamenti 2017 ci daranno la possibilità di fare un progetto tutto nuovo e su indicazioni del tutto diverse. Per noi ci sarà un livellamento dei valori in campo»

Difficile immaginare uno scenario che avvicini squadre di primissimo piano e scuderie di seconda fascia, non fosse altro per le differenti risorse disponibili e i comunque diversi piani di partenza. C'è, poi, un dettaglio sul quale il malumore dei "piccoli" si è manifestato in modo chiaro di recente. Ed è legato al programma di test con gomme Pirelli 2017, nelle misure definitive. Ferrari, Mercedes e Red Bul gireranno con macchine 2015 modificate dal prossimo 1 agosto e i dati raccolti saranno condivisi con le altre 8 squadre. Uno svantaggio? «Per certi versi sì, ci affideremo del tutto alle informazioni che avremo dalla Pirelli»

Sul tema, è molto più diretto e critico Pat Symonds, direttore tecnico Williams«Si tratta di un vantaggio enorme ed è qualcosa che dovremmo considerare. Pur nei test al buio che faranno, c'è sempre il vantaggio nei commenti che fai, per cambiare la direzione dello sviluppo delle gomme. Quand'era la Lotus a gestire la macchina per lo sviluppo delle gomme Pirelli, non è che dicessero "Fate le gomme così e non in questo modo", però, nel testare una copertura dicono, "bene, mi piace questa e non quell'altra". Sulla base di questi commenti la Pirelli può dire "Ok, preferiamo andare avanti con quella gomma". Adesso, un'altra squadra potrebbe aggiungere "Noi preferiamo l'altra" e creare ancor più dibattito. Quelli che faranno le prove avranno un vantaggio».

La conseguenza più diretta, per Symonds, si avrà già nel momento in cui dovranno effettuarsi le selezioni delle mescole per le prime gare del 2017, su coperture sconosciute a gran parte delle scuderie, che dovrebbero provarle solo nei test invernali. Sul punto, chiede un adeguamento del regolamento, per limitare il vantaggio che i tre team, peraltro già al vertice, potranno trarre dai test. Non sarebbe potuta essere della partita anche la Williams? In fondo, quando si è discusso dell'adeguamento delle monoposto per provare le gomme larghe c'era anche il nome del team inglese tra i candidati. Il problema? Troppo costosi gli interventi«Pirelli paga una parte, ma non copre tutti i costi, per cui noi non potevamo permetterci di fare una macchina modificata. E non è una bella cosa per lo sport, no? Che puoi scoprire le gomme ma solo se hai abbastanza denaro per farlo»

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"Accomunati" nel criticare un sistema che vedrà svantaggiati i team di media classifica, Force India e Williams sono in lotta diretta per il quarto posto nel mondiale. «L'obiettivo è di prenderli, 19 punti di distacco dovrebbero essere gestibili se consideriamo cosa ha messo in cascina la Force India a Silverstone. Detto ciò, non siamo ciechi dall'altro lato, con una Toro Rosso in miglioramento, in alcune gare ci sono arrivati molto vicini e a volte anche davanti, perciò dovremo restare allerta», spiega Mallya. La partita si giocherà ottimizzando il materiale disponibile, niente distrazioni dal progetto 2017 che avrà sempre più la priorità, attenzioni e risorse: «E' stata una decisione dura da prendere, sei sempre tentato di proseguire con lo sviluppo quando di trovi in alto, ma non puoi compromettere il futuro. Il 2017 è un'occasione unica, non essendo rappresentando una trasposizione dal 2016 e, quindi, si deveno dedicare tempo e risorse alla macchina 2017, questo è quel che abbiamo fatto». Nel concreto, attenzione ancora rivolta alla sospensione posteriore della monoposto attuale e all'ala posteriore, interventi già pianificati e saranno gli ultimi ad arrivare in pista.

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