Quest'anno non è stato a Villa Reale, bensì in piazza Aulenti a Milano: è l'incontro della Ferrari con i suoi tifosi in occasione del GP a Monza. Sul palco "governato" da Federica Masolin e Davide Valsecchi (coadiuvati inizialmente da Alessandro Cattelan) sono arrivati, alla guida delle nuove Alfa Romeo Giulia, Maurizio Arrivabene, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen (poi raggiunti da Marc Gené) che hanno risposto alle domande del pubblico e degli appassionati via internet, per i quali valeva l'hashtag #SFMeets.
Proprio sul trasferimento dall'autodromo in macchina, Arrivabene lancia una prima battuta: «Abbiamo fatto cambio guida io e Kimi: prima guidavo io ed era emozionato lui; poi ha guidato lui e mi sono emozionato io…», ma da come la raccontava sembrava che "emozionarsi" fosse quasi sinonimo di "spaventarsi". La parola passa a Raikkonen che esordisce: «È il nostro GP di casa ed è bello vedere tutti questi tifosi che ci stanno sostenendo. Speriamo quindi di ottenere un ottimo risultato domenica, sia per la Ferrari sia per i nostri tifosi. Le sensazioni a guidare "in rosso"? È difficile spiegarle, anche perché ormai è parecchio tempo che faccio parte della famiglia Ferrari. È un onore essere parte della "truppa"».


Pure Vettel sembra emozionato per il numero di ferraristi accorsi: «È bello vedere tutte queste persone che ti acclamano». Non ti viene voglia di andare in pista e fare la pole? lo incalza la Masolin. «Certo», risponde. Aggiungendo: «L'ultimo weekend non abbiamo avuto i risultati migliori, ma vogliamo essere in perfetta forma per questa gara. Speriamo nella pole position e nella doppietta sul podio!». «Non ci arrendiamo mai», sottolinea Arrivabene. «Qui abbiamo vinto tante volte e l'obbiettivo è tornare a quella posizione quanto prima», conclude Raikkonen.

Dopo che i tifosi riescono a far dire in coro ai piloti "Forza Ferrari", viene chiesto a Vettel cosa gli fosse passato per la testa quando a Spa aveva toccato la macchina di Raikkonen al via, e dopo un primo "Shit!" Sebastian spiega: «Abbiamo avuto tanta sfortuna, potevamo recuperare qualche punto su Hamilton e invece è andata così, con tre vetture che si sono toccate alla prima curva». E dove ti vedi fra 10 anni? «In questo momento mi piace troppo quello che faccio, non saprei, già quello di correre per la Scuderia è un sogno fin da bambino. Ecco, magari tra 10 anni mi piacerebbe essere a raccontare di aver vinto un mondiale con la Ferrari». Si passa quindi a Raikkonen chiedendogli quale sia stata la sua "best race" in carriera, e lui se la cava con un diplomatico «Tutte le vittorie con la Ferrari sono speciali!».
Interrogato relativamente ai suoi due piloti, Arrivabene spiega: «Mi piace guardare al lato umano delle persone, e loro sono due ragazzi umanamente molto ricchi. E la loro ricchezza deriva dal fatto che si comportano come persone normali, anche se potrebbero non farlo, visto che sono campioni del mondo. Ma proprio per questo posso dire che sono due grandi campioni anche dal punto di vista umano. Oggi ce n'è tanto bisogno, di normalità, perché di "fenomeni" è pieno il mondo…». Dopo un estemporaneo invito a cena di un appassionato bresciano "tutti a casa mia, se vincono", con Arrivabene che chiede "Tutte e 1300 le persone del team?", Vettel fa una riflessione su come avesse affrontato il fatto di non ritrovarsi improvvisamente competitivo dopo 4 mondiali vinti: «È stata una situazione difficile, lì ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa di nuovo, ed è stata la molla che mi ha portato in Ferrari».

Sulle preferenze personali e su come passare i momenti di pausa stagionale, dopo aver indicato la pasta come cibo preferito, Kimi approfondisce: «È bellissimo tornare a casa quando posso e trovare la mia famiglia che mi supporta. Poi però diventa difficile allontanarsi di nuovo… Nel tempo libero mi piace fare motocross. Ma ciò che mi piace di più è vincere!». Sul relax pregara, risponde: «Non è facile, ma cerco di prepararmi al meglio, allontanando tutti gli altri pensieri, per essere il più concentrato possibile sulla partenza». «Io cerco di scaldarmi facendo un po' di esercizi - spiega invece Sebastian sul pregara - e recentemente giochiamo a badminton, ma lui è più bravo di me e mi batte sempre. Prima di una gara magari mi sdraio un paio di minuti per rilassarmi al meglio, e ascolto un po' di musica: recentemente ascolto i Foo Fighters, in particolare». Invece sulle pause: «Le vacanze sono fatte per stare un po' a casa dopo tanti viaggi e tanti aerei, ma sono molto compatte: dopo 10 giorni devi già ricominciare…». «Ogni inverno la pausa mi sembra sempre più corta - aggiunge Raikkonen - abbiamo un breve periodo per rilassarci e passarlo a casa, ma in realtà si pensa già alla stagione successiva, a pianificarla».

Valsecchi chiede quindi se vedono positivamente il rinnovo di Monza con la F1: «È ovvio - risponde Arrivabene - perché io credo che il GP d'Italia sia quello di Monza. Abbiamo altre piste molto tecniche in Italia, ma Monza è "il" nostro Gran Premio. Mi ricordo tante cose qui, la vittoria di Schekter aiutato da Villeneuve, quelle di Michael e il giorno che proprio qui a Monza annunciò il ritiro dalle corse. Prima ancora ricordo quando si scavalcava la rete per vedere la gara: a quel tempo c'era la polizia belga con i cani, e ci rimettevi i pantaloni o qualcos'altro, ma la gara la dovevi vedere».
Sempre per Arrivabene, si chiede se è vero che le strategie le fanno i piloti o chi, e perché non vengono fatte uguali: «Le strategie sono una cosa un pochino più complessa di quello che si pensa. Nelle riunioni con gli ingegneri si valutano molte cose, dalle temperature al numero di safety car che statisticamente ci possiamo aspettare, e non ultima la posizione in griglia. In base a tutte queste cose viene decisa la strategia. Solo chi ci vuol male, al lunedì diventa ingegnere, e queste persone che criticano le inviterei a venire a vedere. Ripeto, le cose sono più complicate».

Una cosa senza la quale non potete vivere? Vettel: «La carbonara!». Raikkonen: «Potrei rispondere che tutti hanno bisogno d'amore… Ci sono tante cose senza le quali non potrei vivere, ma non ho nulla di cui lamentarmi e non mi viene in mente niente di particolare».
C'è chi chiede i motivi dietro alla scelta dei rispettivi numeri di gara: «Il 5 è un bel numero - ovviamente lo dice Vettel - e quando correvo in kart, in particolare nella bella stagione del 2001 (quando vinse il mondiale Junior, ndr), avevo il 5. Così quando ho saputo che potevo avere di nuovo quel numero sono stato felice». «Ho avuto il numero 7 anche in passato - spiega invece Raikkonen - e quando le regole mi hanno permesso di scegliere, è stato facile. In più mi piace anche dal punto di vista grafico».
Ad Arrivabene si chiede una previsione in vista dei prossimi cambiamenti regolamentari del 2017: «Di sicuro il cambio del regolamento porterà qualcosa di nuovo per tutti: le macchine saranno diverse e quindi difficilmente dal pronti via domineranno sempre i soliti, e lo dico con rispetto per chi sta vincendo, che è veramente forte. Ma vi saranno più squadre competitive e questo dovrebbe portare a un campionato molto interessante». Vettel aggiunge qualcosa in quanto ha già provato le nuove gomme più larghe, nei test Pirelli: «Era solo un test, ma è stato interessante. L'impressione è che le macchine saranno molto diverse, di sicuro andranno più veloci e penso che sarà meglio così. Ma nei prossimi test a Barcellona avremo un miglior metro di paragone».
Si pensa a qualche ricordo anche di Schumacher, e assieme agli auguri generali di una pronta ripresa, è soprattutto Vettel a ricordare come «la prima volta che l'ho incontrato avevo 7 anni, era il mio eroe. L'ho incontrato anche altre volte e ho avuto il piacere e l'onore di conoscerlo: al di là del pilota, era gentile e cordiale, anche quando avevi bisogno di un consiglio. Ma non mi piace parlare di lui al passato: sta ancora lottando, teniamo le dita incrociate».

Arrivabene inoltre racconta un aneddoto, di quando gli arrivò un sms da Kimi con un'immagine allegata: il finlandese con una gamba ingessata, e con scritto "Shit". «Lui parla poco anche nei messaggi», dice Maurizio, che aggiunge: «Stavo già per chiamare il presidente, quando arriva la sua telefonata: "Haha, it was a joke", uno scherzo…». «Sì, collaboravo con un'azienda che faceva dei "tutor" ortopedici - spiega Raikkonen - e ho fatto quella foto. Mi sono divertito.». «Ma io no!», conclude Arrivabene. Non senza sottolineare che, quando lo intervistano a fine gara Federica e Mara fanno il loro lavoro da professioniste e, quando le cose vanno in un certo modo, non possono certo inventarsi che invece vadano bene. E il tutto viene completato da Gené che spiega come funziona un volante delle attuali F1, mentre i due piloti ufficiali hanno autografato due tute che saranno messe all'asta a favore dei terremotati del Centro Italia, come pure una vettura offerta dalla Ferrari. Concludendo il tutto andando firmare cappellini e magliette direttamente dalle mani dei tifosi ferraristi accorsi.