A Monza, per certi versi, hanno ottenuto meno di quanto non ci si potesse attendere, in Force India. Una Williams tornata momentaneamente in forma, perlomeno con Bottas, ha ripreso la quarta posizione nel mondiale Costruttori, battaglia che vede le due scuderie contendersi un risultato che oltre a essere il migliore nella storia Force India - dovesse agguantarlo a fine anno - porterebbe con sé anche una preziosa iniezione di milioni di dollari extra. 

La partita continua a essere in equilibrio, tre punti di differenza appena, alla vigilia di un Gran Premio di Singapore che lo scorso anno vide Perez buon settimo e Hulkenberg ritirato, causa collisione (con penalità conseguente) con Massa, appena uscito dai box. I risultati ottenuti a Monaco e a Baku fanno guardare con fiducia all'appuntamento di Marina Bay: «Di solito andiamo bene a Singapore, abbiamo ottenuto punti quasi in ogni gara dal 2010 e realizzato prestazioni molto convincenti negli anni (il quarto posto di Di Resta, nel 2012, è il miglior risultato; ndr). A Baku, su una pista che condivide diverse caratteristiche con Singapore, abbiamo mostrato il meglio quest'anno, perciò abbiamo tutti i motivi per sentirci ottimisti. Poi credo che anche le condizioni calde del meteo ci favoriranno.

L'obiettivo per Singapore e le gare a venire è di ottenere punti in posizioni solide», l'analisi di Vijay Mallya, mentre intorno alla scuderia circolano le voci, arrivate dal Messico, di un possibile interesse all'acquisto della scuderia da parte di Carlos Slim e si resta in attesa dell'annuncio ufficiale della prosecuzione del rapporto con Sergio Perez anche il prossimo anno. 

Viste le prestazioni ottenute dall'introduzione degli sviluppi sulla Force India da Barcellona in poi, è lecito prevedere un risultato che sia quantomeno in linea con il settimo posto ottenuto un anno fa. «E' una gara molto impegnativa dal profilo fisico e mentale: fa caldo, di solito si corre fino al limite delle 2 ore e hai quasi 25 curve da affrontare alla perfezione in ogni giro. Non c'è margine d'errore e la corsa è molto intensa ed esigente sul pilota», racconta Perez. Uno dei temi tecnici per andar forte sulle strade di Marina Bay è «la stabilità del posteriore della macchina. Poi la precisione, devi cercare fino all'ultimo millimetro della pista. E' un tracciato che può farti fuori e non ricordo una corsa senza una safety car, le cose possono venire rimescolate in ogni momento».

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Fondamentale avere una macchina con grandi doti di trazione, stabile in frenata e pronta nell'inserimento, visti i continui cambi di direzione perlopiù con curve ad angolo retto: «La pista è una vera sfida, il giro molto lungo e con tante curve, una difficoltà in più quando cerchi di centrare il bilanciamento del set-up con gli ingegneri - racconta Nico Hulkenberg -. Dal punto di vista della guida è molto difficile mettere insieme tutti i settori e ottenere il giro perfetto, poi fa molto caldo ed è umido, condizioni che ti mettono alla prova».

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