Se a Monza la "novità" era stata rappresentata dall'introduzione della gomma supersoft, che ha portato a una variazione strategica per gran parte delle scuderie, con la necessità di impostare una gara su due fermate, il Gran Premio di Singapore vedrà l'ingresso tra le opzioni a disposizione dei team della gomma ultrasoft. C'è chi, come la Ferrari, ha fatto il pieno tra i set disponibili per la scelta, ben 9 treni per Vettel e Raikkonen, e chi, invece, è rimasto più "abbottonato", puntando ad avere qualche treno di gomme soft e supersoft in più. 

Sarà la gomma da qualifica, la ultrasoft, quella destinata a garantire la miglior prestazione sul giro secco, ma andrà valutato il comportamento con il pieno di carburante, capire la tenuta sul long run e l'eventuale degrado, perché la gara tra i guard-rail di Marina Bay ha due note tipiche da tenere in considerazione, nell'impostazione della tattica di gara: la certezza - nelle edizioni corse fino a oggi - dell'ingresso della safety car e una pit-lane con un limite di velocità più basso, nonché una corsia lunga. Fermarsi per il cambio gomme diventa così penalizzante e pur con la gomma ultrasoft i team dovranno andare a caccia di un'opzione in linea con le due fermate effettuate nel 2015.

Vettel vinse partendo con gomma supersoft, confermandola al giro 13 e passando alle gomme morbide al giro 37. Provò un'alternanza diversa Verstappen, il migliore al traguardo con una tattica differenziata, ottavo: via con le supersoft, poi soft e stint finale ancora sulle supersoft. 

La sfida per le gomme è quella tipica di un circuito cittadino, quindi asfalto irregolare, tante sconnessioni, critiche in frenata, costanti richieste di trazione, che impegnano l'asse posteriore, insieme a temperature ambientali elevate. Sul fronte meteorologico potremmo avere un quadro diverso dal solito. Si è sempre corso sull'asciutto in gara, ma la previsioni attuali danno una concreta chance di pioggia nella notte di Singapore: una situazione da monitorare nella marcia di avvicinamento al week end. 

La configurazione del tracciato pone l'accento sul grip meccanico e la gomma più sollecitata è la posteriore sinistra. Le caratteristiche del fondo segnalano un basso livello di aderenza, con la gommatura che diventa sempre più importante con tutte le monoposto in azione in gara, mentre l'abrasione è collocata nella media della scala Pirelli. 

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«Singapore è probabilmente il circuito più spettacolare che visitiamo in tutta la stagione e quest’anno speriamo sia persino più speciale con l’introduzione della nostra rapidissima mescola ultrasoft, ideale per massimizzare la velocità e il grip. Quella di Marina Bay è, inoltre, una delle gare più imprevedibili dell’anno: è l’unica pista con il record del 100% di safety car. In termini di competizione, la gestione dei pneumatici farà una grande differenza», ha anticipato Paul Hembery. 

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