Sarebbero dovuti essere 12 mesi nei quali fare il salto di qualità, ambire ad altri traguardi, quelli che hanno diviso il trionfo nel GP di Singapore dello scorso anno dall'edizione alle porte. Invece, in Ferrari, come siano andate le cose è storia nota. Il risultato maturato a Monza, il ritorno sul podio, è il punto dal quale ripartire per costruire un fine settimana che sarà molto più combattuto in pista. Si dovranno fare i conti con le Red Bull anzitutto e, nonostante si sforzino di creare un clima di incertezza su quella che sarà la competitività su una pista ostica nel 2015, con le Mercedes. 

Hanno vinto solo in tre, a Singapore, da quando corre la Formula 1: Alonso, Vettel e Hamilton. Seb ha una striscia di trionfi invidiabile: dal 2011 al 2015, con il solo break del 2014, quando fu Hamilton a imporsi. Lewis a quota due successi, come Alonso. «Ho dei bellissimi ricordi di Singapore, lì in passato sono riuscito a vincere più volte. Non vedo l'ora di tornarci», commenta Vettel. Ricordi di un dominio assoluto ai tempi della Red Bull, le cui caratteristiche tecniche venivano esaltate dalla configurazione del tracciato. Oggi, c'è curiosità per scoprire come si comporterà la SF16-H, su un circuito esigente sulla capacità di generare grip meccanico e offrire elevati livelli di motricità in uscita dalle curve. Contrastare Ricciardo e Verstappen su un tracciato che, insieme a Suzuka, massimizza il potenziale della RB12, rappresenterebbe un'importante iniezione di fiducia in ottica mondiale Costruttori e lotta per il secondo posto. 

Di temi tecnici non parla, il tedesco, piuttosto ci ricorda quel che sappiamo già, quanto sia dura la corsa a Singapore: «Si tratta di una gara abbastanza insidiosa. Non si svolge alla luce del giorno è stata la prima gara di F1 a svolgersi in notturma ed è una sfida diversa dal solito soprattutto per quanto riguarda i punti di riferimento intorno al circuito.

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L’asfalto è irregolare e ruvido, la pista è lunga e i giri sono molti, questo fa si che si debba rimanere concentrati per molto tempo. Di solito fa caldo e c’è tanta umidità ed è difficile stare stare in macchina, ma credo sia una gara che piace a tutti. Il fuso orario è un altro punto importante, cerchiamo di rimanere legati all’orario europeo ed è molto strano, perché rimaniamo svegli fino a tardi per poi alzarci a metà giornata. E’ un gran premio speciale per tutti i piloti e le squadre; nonostante siano solo pochi anni che Singapore ospita un GP, credo sia diventato un classico».

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