Il Gran Premio di Singapore come miglior gara della parentesi in Toro Rosso, non solo per il confronto diretto in pista con Max Verstappen, ma anche in termini di risultato: due punti sono poca cosa in assoluto, considerando le difficoltà della scuderia, in deficit di cavalli con la power unit Ferrari 2015, resta comunque il miglior arrivo  per il team di Faenza dall'ottavo posto di Sainz in Ungheria. Daniil Kvyat è arrivato davanti al compagno di squadra anche in Giappone ma sul futuro in Formula 1 non ci sono ancora certezze.

I rumors di mercato lo hanno avvicinato a una possibile conferma in Toro Rosso, anche se resta aperta la promozione di Pierre Gasly. Da parte sua, il russo è convito: «Sto rendendo più di quanto non permetta la macchina, a esser sincero, quindi se questo non è sufficiente per meritarsi un sedile nel 2017 allora non so cosa serva»

Nel confronto diretto con Carlos Sainz, Kvyat ha fatto meglio a Singapore e Suzuka, è arrivato dietro in Malesia, con un ritiro a testa dalla ripresa del mondiale a Spa. Problematico mettersi in mostra su una Toro Rosso nelle condizioni tecniche attuali, il confronto sul rendimento va fatto internamente e, sommando ai risultati in gara quelle che sono le prestazioni in qualifica, da Monza in poi c'è stato un certo equilibrio tra Sainz e Kvyat. 

«Mi sento molto più a mio agio che non un paio di mesi fa, questo è sicuro. L'inizio di ogni week end è diventato più piacevole, sappiamo a volte, prima di arrivare in gara, che non sarà semplice ma continuiamo a lottare e mi diverto a fare il mio lavoro indipendentemente dalla posizione. Un paio di mesi fa avevo dei dubbi, adesso è tutto chiaro: amo quel che faccio e voglio continuare a farlo il più a lungo possibile», spiega. 

Per riuscirci serve anzitutto una decisione della Red Bull: confermarlo o meno in Toro Rosso, allo stato attuale la migliore delle chance alle quali può aspirare Daniil, che spera in una decisione rapida. «La mia carriera è attualmente nelle mani della Red Bull. Per un pilota che ha vinto delle gare è più facile, io ho alcuni podi, aiutano ma non valgono quanto una vittoria»