Prima agguanta la top ten in qualifica, poi fa una gara consistente ed eguaglia il miglior risultato in carriera in Formula 1. Carlos Sainz riparte da Austin galvanizzato da un week end importante, nonostante una monoposto dalla quale non ci si può attendere molto e l'obiettivo dei tecnici ricalibrato da tempo sul 2017. Con il materiale a disposizione fa, nel suo piccolo, un'impresa e solo la determinazione di Alonso gli toglie il quinto posto finale. Valgono le valutazioni fatte per altri, da Vettel allo stesso Fernando: i ritiri di Raikkonen e Verstappen - e nel caso di Sainz e Alonso, anche quello di Hulkenberg - hanno liberato posti importanti nei punti. 

«Il risultato è proprio speciale, sia per me che per tutta la squadra: è davvero top, top, top! Una bella iniezione di fiducia che ci motiva a tenere alta la testa fino alla fine della stagione. Non so cosa abbia questa pista, ma ogni volta che ci corro, trovo il giusto feeling», racconta Carlos, settimo un anno fa.

«E' un fine settimana che ricorderò per sempre. Eguagliare il mio miglior piazzamento in Formula 1 mi rende davvero felice, ma questa volta è ancora più bello rispetto a Barcelona, perché qui non pensavamo di avere la vettura per poterlo fare: le nostre simulazioni, prima della gara, dicevano che avremmo potuto terminare in undicesima o dodicesima posizione, invece abbiamo lottato per la quinta»

La lotta tutta spagnola tra maestro e allievo nel finale ha visto prevalere Alonso, avvantaggiato dalla maggior velocità sul dritto e dalla consistenza delle gomme medie rispetto alle morbide, scelte dalla Toro Rosso in occasione della seconda sosta, sotto VSC, importante vantaggio per scavalcare Massa: «Sapevamo che sarebbe stato molto difficile andare fino alla fine con le gomme morbide. Negli ultimi due giri non mi era rimasta praticamente gomma e ho dovuto tener duro come meglio potevo. La battaglia con Fernando è stata davvero divertente, sapevo che mi avrebbe passato, ma ho voluto rendergli la vita complicata. So perfettamente come attacca e come ci si difende da lui, considerando che l'ho guardato correre per 12 anni... e penso di aver fatto abbastanza bene. Anche se all'esterno non lo dimostro, sono felicissimo, per me questa è come una vittoria!»

Tutt'altra gara ha vissuto Daniil Kvyat, fuori dai punti e condizionato dai 10" inflitti per l'incidente con Sergio Perez al primo giro. Kvyat confermato in Toro Rosso per il prossimo anno, mossa di mercato che spiazza Pierre Gasly. Si aspettava fosse il suo il sedile del russo e non nasconde la delusione per la decisione adottata: «L'obiettivo era quello di essere in Toro Rosso il prossimo anno. Non ho capito la loro decisione e non ho avuto alcuna spiegazione. Sembrava mettersi piuttosto bene per me, parlando con Helmut (Marko; ndr) e provando a chiudere. Poi non so cosa sia successo, in due o tre giorni, tutto è accaduto molto in fretta. Hanno firmato con Kvyat, è qualcosa che non capisco. Sembra che fossi nel posto giusto ma al momento sbagliato da quel che ho capito. Mi hanno solo detto che c'erano dei motivi per cui hanno agito così e tenuto Kvyat in squadra».

Sterzi a parte: Kvyat ha le palle, punto

Gasly, in lotta con Giovinazzi per il titolo di GP2, ha aggiunto che l'obiettivo adesso è quello di lavorare con Marko per trovare una soluzione in ottica 2017, che dovrebbe vederlo confermato nel ruolo di terzo pilota Red Bull, veste nella quale è stato impegnato per tre giorni ad Abu Dhabi, nello sviluppo delle gomme larghe Pirelli. 

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