C'era la lotta per il mondiale piloti da seguire, i sorpassi di Verstappen a regalare spettacolo. Poi c'era il Gran Premio del Brasile degli "altri", di chi ha in qualche modo vinto la propria gara. E' il caso della Sauber, che può festeggiare per un nono posto importantissimo. Nasr ha guidato senza commettere errori, diversamente da Ericsson, che ha concluso anzitempo la gara andando a sbattere prima del rettilineo. La scelta di non cambiare gomme per passare alle intermedie, azzardo provato da tanti dal giro 7 in poi, si è rivelata quella corretta e ha permesso al pilota brasiliano di trovarsi in posizione avanzata, così come è accaduto a Esteban Ocon.

Una partita cruciale, quella tra Sauber e Manor, perché in palio c'è la decima posizione nel mondiale costruttori, traguardo che assegna un bonus economico in grado di dare respiro alle finanze dei piccoli team. Wehrlein aveva ottenuto un punto in Austria, la nona posizione di Nasr a Interlagos permette alla Sauber di portarsi a quota 2 punti a una gara dal termine e, senza grandi imprevisti, appare difficilissimo poter ambire ancora a un arrivo nella top ten per le due squadre. «Sono triste e deluso per tutti noi. E' stata una gara così difficile e, pur avendo le mie personali sensazioni sul fatto che la gara dovesse proseguire, non contano», ha commentato Ocon, riuscito a evitare Raikkonen in testacoda sul rettilineo per pochi centimetri. «Nel terzo stint, dopo la seconda bandiera rossa, era chiaro che dovevamo spingere per prendere Felipe Nasr, visto che le possibilità di un suo arretramento in classifica diminuivano sempre più. La gara è andata nella loro direzione, non nella nostra. Ho fatto quel che ho potuto, ma le macchine alle mie spalle si stavano avvicinando e alle fine avevano il passo per superarmi». Un Ocon che ha chiuso praticamente in scia a Bottas, solo 5 decimi dietro la Williams ed è stato superato da Alonso in extremis, con un divario tra i due di appena 1"4. Avrebbe meritato il premio del primo punto in carriera, Esteban.

Tutt'altre sensazioni si repirano in Sauber, dove si è colta l'occasione e che sia arrivata con Felipe Nasr potrebbe essere una spinta decisiva verso la conferma del brasiliano. «Nonostante le difficili condizioni, il team ha lavorato duramente e creduto in sé, devo ringraziare tutti quanti lavorano in pista e a Hinwil. Questi punti sono meritati, sapevamo che avremmo avuto l'opportunità di ottenerli in caso di bagnato, anche partendo dal fondo della griglia», le parole di Monisha Kaltenborn.

Per una partita tra i costruttori che si è quasi definita, un'altra ha, nei fatti, scritto un capitolo molto molto importante. Il quarto posto prima del Gran Premio del Brasile restava un confronto aperto tra Force India e Williams, 9 punti a dividerli. Con l'eccellente prestazione di Perez, quarto, e quella che sarebbe potuta essere una chiusura di gara migliore del settimo posto finale di Hulkenberg, se non avesse perso tempo con una sosta obbligata da una foratura, mentre si era dietro safety car. Diciotto punti contro uno zero della Williams - Bottas ha chiuso 11mo - significa ampliare il vantaggio da 9 a 27 punti e, visto il sostanziale equilibrio nelle prestazioni che ha contraddistinto il campionato, ad Abu Dhabi il bottino che sarà in palio, con una gara normale, difficilmente supererà i 10 punti che assicurano la settima e ottava posizione, collocazione a ridosso dei tre top team alla quale possono ambire Force India e Williams. La matematica lascia ancora una speranza al team di Grove, la realtà dei fatti molte meno.

Perché le F1 moderne non stanno in pista sul bagnato?

Altra battaglia aperta solo per la matematica dopo il Gran Premio del Messico era quella tra Red Bull e Ferrari. Interlagos ha certificato la chiusura dei giochi, semmai ci fossero dubbi su quale sarebbe stato l'esito, visti i risultati maturati negli ultimi mesi. Il divario a una gara dal termine è di 71 punti e Abu Dhabi potrebbe regalare a Max Verstappen il quarto posto nel mondiale piloti, a discapito di Vettel, attualmente con 5 punti appena di vantaggio. Servirà almeno un terzo posto dell'olandese e che Sebastian non faccia meglio del quinto posto. 

Viva questa F1 con le palle

Alonso: "Alla prossima andrò addosso a Vettel"