E' obbligato a vincere e sperare. Un risultato è rimesso tutto nelle sue mani, conquistare ad Abu Dhabi il successo, dopodiché Lewis Hamilton dovrà confidare nell'imprevedibile, che si manifesti sotto forma di un problema tecnico sulla Mercedes di Nico Rosberg, o sotto forma di avversari in grado di frapporsi tra loro due. Non basterà un'unica incursione, perché Rosberg deve chiudere fuori dal podio per gettare al vento un titolo mondiale praticamente in tasca. 

Sa bene, Hamilton, che l'impresa è titanica. Arriva ad Abu Dhabi con 12 punti di ritardo in classifica per la rottura della power unit a Sepang e non solo, tanti altri punti ha lasciato lungo il tragitto: «Non è stata una stagione perfetta e ho dovuto affrontare ostacoli insormontabili che non importa cosa farò questo week end. Ma non posso e non voglio mollare, non sai mai cosa potrebbe accadere, sebbene appaia improbabile. Sarò fiero di me stesso e di quel che ho ottenuto, visto che sento di aver dato tutto e corso al mio massimo». 

Ha vinto per la prima volta in carriera a Interlagos, ma sempre Rosberg a fargli compagnia sul podio, un gradino appena più in basso. Non serviva assumersi rischi e, quando sembrava dover cedere 3 punti in più a Lewis, ci ha pensato il box Red Bull a rimettere Nico secondo. 

«Vincere in Brasile è stato un momento che non dimenticherò mai, arrivato dopo una lunga attesa. Adesso sono in una buona posizione, mi sento fortissimo su questa macchina straordinaria, frutto del duro lavoro di tutti in fabbrica», aggiunge Hamilton. Ringraziamenti di rito, dopo 31 vittorie con Mercedes e a caccia dell'impossibile ad Abu Dhabi. 

Abu Dhabi terra da sogno e di sogni

«Qualsiasi cosa accada, sono fiero di quanti sono stati parte dei successi che abbiamo condiviso negli ultimi anni. Affronto il week end nello stesso modo di sempre, voglio vincere e darò tutto per chiudere la stagione su alti livelli»

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