Un anno fa il Gran Premio di Abu Dhabi per Fernando Alonso significò la soddisfazione di girare in gara a meno di 2 decimi dal giro più veloce di Hamilton, con una McLaren-Honda imbarazzante nelle prestazioni espresse nella stagione del debutto. Venti gare dopo, Fernando affronta il week end di Yas Marina anticipando, di fatto, quello che sarà il suo futuro. Ha un contratto in scadenza a fine 2017 e tutti gli indizi emersi finora puntano verso una carriera da proseguire altrove, nel mondiale Endurance, ad esempio.

Ed è lo stesso Alonso a confermare la strada, con un videomessaggio rivolto a Mark Webber, ritiratosi dall'attività al termine dell'ultima gara in Bahrain: «Non mi hai aspettato, sarebbe stato bello ma credo sarai in giro e ti chiederò tante cose quando mi unirò alla tua avventura. Ti auguro il meglio, dal profondo del cuore», le parole di Nando. L'avventura del WEC, prossima tappa per l'asturiano, a caccia di soddisfazioni che l'attuale McLaren-Honda non può assicurargli. 

Prima di trasferirsi su un prototipo di LMP1, però, c'è davanti un 2017 al fianco di Vandoorne e l'augurio che l'abbandono del sistema dei gettoni per lo sviluppo della power unit consenta a Honda di colmare il gap dalle power unit di riferimento: «Il prossimo anno vogliamo compiere l'ultimo passo e lottare per qualcosa di più importante. Dopo aver faticato molto nel 2015, quest'anno ci siamo trovati nella posizione di poter lottare con le macchine di metà schieramento. Nel 2017 avremo una grande occasione con le nuove regole, tutto verrà rimescolato e se saremo in grado di realizzare una macchina veloce sin dalla prima gara, potremo far bene». Ambizioni da misurare in pista, a fine febbraio. 

A Yas Marina è una McLaren che può puntare al massimo a un ingresso in zona punti (Button chiuse 12mo nel 2015) e Alonso sottolinea come non sarà una gara semplice: «Il primo settore veloce e i due rettilinei in quello centrale fanno sì che Yas Marina non sia una pista che si addica al nostro pacchetto, ma al venerdì lavoreremo duramente per mettere insieme la macchina e ottenere il massimo da quel che abbiamo. E' interessante definire l'assetto su questa pista e, pur essendo nel deserto, la temperatura dell'asfalto si abbassa notevolmente in gara, così sia le condizioni di aderenza che delle gomme evolvono di continuo».

McLaren, da Dennis a Zak Brown