Muoversi tra le maglie del regolamento, specialmente quello tecnico, alla ricerca di interpretazioni che siano al limite di quella che è la lettera della norma, storicamente si è tramutato in un vantaggio competitivo enorme sugli avversari dall'approccio più cauto. E' un confine labile quello che divide interpretazioni palesemente irregolari da soluzioni che possono rivelarsi geniali. 

Le possibilità offerte dalle norme tecniche 2017 saranno prevedibilmente tante e Pat Symonds si schiera dalla parte di coloro i quali sono convinti che le distanze tra le varie squadre tenderanno ad aumentare. Di come la stabilità regolamentare favorisca la convergenza delle prestazioni se n'è discusso a lungo, da ultimo è stato Ross Brawn a sottolineare l'evidenza. Aprire la strada a nuovi concetti offrirà altrettante opportunità di sviluppo e il direttore tecnico della Williams racconta come operi un team alla ricerca di vantaggi nell'interpretazione delle regole, muovendosi nell'"area grigia".

«E' qualcosa che è parte del nostro lavoro, alcune squadre hanno un approccio molto aggressivo e valido, più di quanto non facciamo, ad esempio, in Williams. Lavoriamo a tutta facendo quel che dobbiamo, ma so che altre squadre hanno gente incaricata di guardare le altre macchine e cercare di scoprire cosa ci sia di sbagliato sulle loro, dopodiché leggere e rileggere le norme per vedere come sfruttarle».

Realtà note, con i top team a "spiarsi" dalle tribune nei test invernali o in pitlane, a carpire i segreti degli avversari. Ma il punto sul quale si concentra l'analisi di Symonds è quello dell'utilizzo delle regole: «Quando dico sfruttarle, non intendo che barino o cose simili. Ragionano così, credo: "So cosa intende il testo della regola, ma cosa c'è scritto?". Piuttosto di frequente le cose non coincidono».

Symonds che si è già espresso sulle conseguenze del cambio regolamentare 2017 prevedendo miglioramenti velocistici inferiori ai 5" prospettati. Secondo le previsioni del tecnico, su piste come Monza non si registreranno sostanziali incrementi di velocità sul giro, mentre a Barcellona potrà svilupparsi al meglio il potenziale dei nuovi progetti, considerati 4" più veloci, con tutte le incognite legate alla quota di prestazione extra che arriverà dalle gomme. Maggior impegno fisico per velocità in curva superiori, «prestazioni simili alle macchine della prima metà degli anni 2000, ma non sullo stesso livello.

Abbiamo avuto le gomme per la galleria del vento solo a fine febbraio ed è stato breve il periodo di preparazione in confronto alle macchine del 2009. Poi la grande differenza sul 2009 è che allora usavamo le gallerie del vento 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana. Oggi ogni squadra è limitata a 65 sessioni a settimana: se qualcuno riucirà ad andare in fuga, sarà più difficile recuperare».