Due mesi e mezzo ancora, dopodiché sarà tempo di stilare le prime analisi basate sui riscontri della pista, dai test invernali. Il 2017 della Formula 1 è iniziato, però, già da tempo, caricato di "responsabilità" come mai si era visto negli ultimi anni. Sul cambiamento regolamentare si riversano tutte le speranze di chi cerca nuovi equilibri nella lotta al vertice, di chi spera di avvicinare i top team, di chi si attende maggior spettacolo in pista. 

Il rischio? Che si risolva in una gran delusione. Che l'attuale dominio Mercedes si confermi o venga - meno probabilmente - sostituito da un altro monologo di uguale portata, che le macchine siano bellissime da osservare, velocissime, ma allergiche al confronto ravvicinato. 

L'auspicio è, perlomeno, di una minore prevedibilità del risultato e Christian Horner lo ribadisce: «A nessuno piacciano i vincitori seriali. E' quello di cui ci accusavano durante il ciclo di quattro anni di successi che abbiamo avuto, ma in uno di quei campionati ci furono 7 vincitori diversi nelle prime 7 gare. Due di quei mondiali, poi, si decisero all'ultima gara e fu sempre una battaglia con la Ferrari, la McLaren o la Mercedes fino alla fine. C'era molta più competizione».

Sui 7 vincitori in 7 gare andrebbe ricordato anche il fattore chiave che portò a quell'assoluta imprevedibilità di inizio 2012: l'interpretazione delle gomme Pirelli, vero fattore di differenziazione delle prestazioni. 

«La Formula 1 ha il disperato bisogno di quell'elemento competitivo, servono tre squadre e sei piloti in grado di vincere alla vigilia di un gran premio», prosegue Horner, che scommette, come già fatto da Helmut Marko, su una Red Bull in grado di lottare per il mondiale: «Abbiamo una squadra competitiva, una coppia di piloti forte nonché tutti gli ingredienti per mettere insieme una sfida importante il prossimo anno e speriamo davvero di chiudere il divario dalla Mercedes».

Ai dubbi di tanti, Sergio Perez tra gli ultimi a essersi espresso in merito, sulla spettacolarità della Formula 1 il prossimo anno, il team principal Red Bull mette a fuoco altre note, non necessariamente foriere di gare più avvincenti: «Saranno macchine che creeranno maggiori differenze tra i piloti di quelle che vediamo attualmente. I più coraggiosi saranno sicuramente ripagati e lo spettacolo sarà più emozionante visto che le macchine cattureranno l'attenzione, per le velocità in curva che raggiungeranno». 

Sterzi a parte: Grazie a Nico, emozioni vere in F1