Da anni si favoleggia su un ritorno di Alfa Romeo, il primo marchio a vincere il titolo mondiale (nel 1950 con Nino Farina), in Formula 1. E Sergio Marchionne ha più volte scatenato l’eccitazione e le speranze degli appassionati. Un anno fa, durante il pranzo natalizio della Scuderia Ferrari, il presidente aveva dichiarato: "Il marchio Alfa Romeo è incredibile come resti nel cuore della gente. Proprio per questo stiamo pensando a un suo ritorno, come nostro competitore, alle corse, alla Formula 1". Ambizioni "corsare" ribadite in occasione dello sbarco del titolo Ferrari a Piazza Affari e poi nuovamente a seguito del GP di Shanghai

Oggi, stesso palcoscenico, stesso protagonista e copione simile: "L'idea per un ritorno in F1 di Alfa Romeo c'è, è un progetto che in qualche maniera deve trovare spazio. Ne ho parlato con Mattia Binotto e Maurizio Arrivabene, in che maniera si può collaborare con Ferrari per rientrare. E' un bel progetto, se riuscisse aiuterebbe anche la Ferrari". L’idea, o piuttosto il sogno, è quello di realizzare un team Alfa che possa essere per la Scuderia ciò che Toro Rosso è per Red Bull. Un team satellite, un vivaio dove allevare giovani talenti come quel Max Verstappen che promosso sul campo subito regalò alla Red Bull la prima vittoria stagionale. 

Lecito sognare? Non al momento, perché "Il lancio del Suv Stelvio - sottolinea Marchionne - sui mercati vuole dire che siamo presi da molti impegni, e comunque finché Alfa Romeo non produce cassa con la Giulia e con lo Stelvio bisogna aspettare". Tuttavia l'intenzione c'è perché il manager italo-canadese ha replicato a chi gli chiedeva se il 2020 fosse una data plausibile: "Speriamo anche prima".